L’Addio alla Regina dei Pois: Si è Spenta a 97 Anni Yayoi Kusama

L’Addio alla Regina dei Pois: Si è Spenta a 97 Anni Yayoi Kusama By Carmelita Brunetti Il mondo dell’arte contemporanea perde una delle sue figure più iconiche, visionarie e amate del’900. Kusama nata ha trasformato le sue ossessioni visive, le sue allucinazioni e la sua fragilità psicologica in un linguaggio artistico universale e immortale. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dalla sua Fondazione, confermando che l’artista è deceduta in ospedale a Tokyo il 14 agosto 2026. La notizia è stata data alla stampa il 26 agosto. Fino ai suoi ultimi giorni, Kusama non ha mai smesso di dipingere. Mi piace ricordare quello che diceva: «l’arte è l’unico modo per curare e salvare l’anima». Un’esistenza trasformata in opera d’arte Nata a Matsumoto nel 1929, la vita di Yayoi Kusama è stata una lunga sfida contro i propri demoni. Fin dall’infanzia iniziò a soffrire di vivide allucinazioni: campi di fiori che le parlavano. Invece di farsi schiacciare da queste visioni, prese un pennello e decise di esorcizzarle, proiettandole sulla tela. Dopo aver rifiutato le rigidità della società giapponese del dopoguerra, negli anni Cinquanta si trasferì a New York. Lì si impose con coraggio nella scena d’avanguardia dominata dagli uomini — influenzando colleghi del calibro di Andy Warhol e Donald Judd — attraverso performance provocatorie, “happenings” pacifisti contro la guerra in Vietnam e le sue prime tele rimaste celebri. Nel 1973, provata dal peggioramento della propria salute mentale e dall’esaurimento nervoso, Kusama rientrò in Giappone. Nel 1977 scelse volontariamente di stabilirsi in un ospedale psichiatrico a Tokyo, struttura che è diventata la sua dimora per il resto della vita. Da lì, ogni mattina, l’artista si recava nel suo atelier situato a pochi passi per continuare a produrre opere d’arte instancabilmente. Dopo decenni di isolamento dal mercato, a partire dagli anni ’90 in poi il mondo si è risvegliato di fronte al suo genio. Le sue Infinity Mirror Rooms — stanze di specchi che creano riflessi all’infinito e catturano l’idea dell’annullamento di sé — le sculture di zucche giganti a pois sono diventate fenomeni culturali globali, capaci di registrare il tutto esaurito nei musei di tutto il mondo. L’eredità di un’icona eterna Riconoscibile all’istante per le sue parrucche colorate e gli abiti coordinati alle sue trame a punti, Yayoi Kusama ha dimostrato che la vulnerabilità umana può trasformarsi in pura forza creatrice. Ha saputo abbattere le barriere tra arte colta e cultura di massa, collaborando con brand di alta moda ed esponendo nei templi dell’arte moderna senza mai perdere la propria autenticità dolorosa e poetica. I suoi pois non erano una semplice decorazione, ma un ponte verso l’infinito. Come amava ricordare l’artista: “Un pallino ha la forma del sole, che è simbolo dell’energia dell’intero mondo e della nostra vita, e ha anche la forma della luna, che è calmo movimento. I pois non possono stare soli. Quando dipingiamo la natura e il nostro corpo con i pois, diventiamo parte dell’umanità dell’ambiente.“ Yayoi Kusama lascia un vuoto incolmabile, ma il suo universo cosmico e colorato continuerà a riflettersi all’infinito negli occhi di chiunque osservi le sue opere.

Palazzo Merulana: Storia, Collezione e Architettura di un Polo Culturale dell’Esquilino

Palazzo Merulana: Storia, Collezione e Architettura di un Polo Culturale dell’Esquilino Di Carmelita Brunetti Origine e trasformazioni dell’edificioPalazzo Merulana, situato nella bellissima Via Merulana 121, venne costruito nel 1929 come sede dell’Ufficio di Igiene del Comune di Roma, in stile umbertino. L’edificio rimase inutilizzato per decenni fino all’intervento della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, che ne ha promosso il recupero architettonico e funzionale. Il restauro ha restituito alla città un luogo culturale contemporaneo, caratterizzato da ambienti luminosi, ampie aperture vetrate e una distribuzione degli spazi pensata per l’esposizione e la fruizione pubblica. La Collezione CerasiIl nucleo espositivo principale è costituito dalla Collezione Cerasi, che raccoglie oltre 90 opere del Novecento italiano. Il percorso si concentra sulla Scuola Romana, con lavori di Giacomo Balla, Mario Sironi, Giorgio De Chirico, Antonio Donghi, Mario Mafai, Antonietta Raphaël, Giuseppe Capogrossi. La collezione presenta un’evoluzione coerente delle ricerche artistiche del secolo: dalle sperimentazioni futuriste alle atmosfere metafisiche, dalle tensioni espressive del realismo alle aperture verso linguaggi contemporanei. Il museo si sviluppa su 1.800 mq articolati su quattro livelli. Il museo adotta criteri di accessibilità e inclusione, con percorsi dedicati, personale formato e ambienti progettati per garantire una visita agevole. Gli spazi comuni, tra cui la caffetteria e le aree di sosta, favoriscono una gradevole permanenza e una deliziosa partecipazione del pubblico grazie alle sculture stupende di Antonietta Raphaël… Claudio Pagliara, Direttore dell’Istituto Italiano di cultura a NY e Carmela Brunetti Direttrice e CEO di Artonworld.com

ARTonWORLD – New Voices / New Freedom

ARTonWORLD – New Voices / New Freedom Inaugurazione: 4 settembre, ore 18.00 – Medina Art Gallery, Roma ARTonWORLD presenta la mostra “New Voices – New Freedom”, un progetto dedicato alle nuove forme di libertà creativa nell’arte contemporanea.L’inaugurazione sarà introdotta dalla direttrice e critica d’arte Carmelita Brunetti, responsabile editoriale di ARTonWORLD Edizioni – Gran Luxury Edition. Sarà presentato il libro di poesie sensuali “Sussurri di Pelle” dell’autrice Lucia De Cicco, edito da ARTonWORLD Green Luxury Edition 2026.Ospite d’onore della serata sarà il Marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, noto collezionista e figura di riferimento nel panorama culturale internazionale. Una parte del ricavato dalla vendita delle opere d’arte sarà devoluta alla Fondazione Prometheus ETS, ente del Terzo Settore attivo dal 2001 nella ricerca oncologica e nel sostegno alle pazienti con tumore della mammella. A Roma la Fondazione promuove programmi di prevenzione, formazione medico-scientifica e progetti di supporto psicologico e terapeutico, rappresentando una realtà di eccellenza riconosciuta e iscritta al RUNTS. La mostra inaugura la nuova stagione espositiva di ARTonWORLD, confermando la sua missione nel valorizzare le voci emergenti e le nuove libertà dell’arte contemporanea. Per informazioni sulle opere:Info@artonworld.com

Premio New York 2027: la chiamata che ogni artista emergente desidera

Premio New York 2027: la chiamata che ogni artista emergente desidera La 22ª edizione del Premio New York è ufficialmente online: uno dei programmi di residenza più prestigiosi dedicati agli artisti italiani emergenti apre nuovamente le porte alla creatività, offrendo un’occasione rara e decisiva per chi desidera confrontarsi con la scena culturale internazionale. Promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, dalla Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dall’Istituto Italiano di Cultura di New York e da The Italian Academy for Advanced Studies in America della Columbia University, il Premio rappresenta un ponte diretto tra l’Italia e gli Stati Uniti, tra ricerca artistica e dialogo globale. Cinque mesi nel cuore pulsante dell’arte contemporanea I due artisti selezionati trascorreranno cinque mesi nella città più innovativa e coinvolgente come New York, da febbraio a giugno 2027, immersi nel contesto culturale della città che più di ogni altra ha definito le avanguardie, le sperimentazioni e le nuove estetiche del nostro tempo. La residenza offrirà studio, mentoring, attività culturali, networking professionale e la possibilità di presentare pubblicamente gli esiti della ricerca presso spazi dedicati. Un’esperienza che non è solo formativa, ma interculturale: un’occasione per ampliare la propria pratica, costruire relazioni internazionali e confrontarsi con curatori, ricercatori e artisti di livello globale. Scadenza e modalità di partecipazione Le domande devono essere inviate entro il 18 settembre 2026 alle ore 23:59 (ora italiana). https://creativitacontemporanea.cultura.gov.it/premionewyork/ Sul sito istituzionale sono disponibili il bando completo, i requisiti e i moduli necessari per la candidatura. MiC #DGCC #CreativitaContemporanea #Arte #NewYork #PremioNewYork #Premidiresidenza @mic_italia @italymfa @iicnewyork @italianacademy New York Prize 2027: The Call Every Emerging Artist Dreams Of The 22nd edition of the New York Prize is officially open: one of the most prestigious residency programs dedicated to emerging Italian artists is once again welcoming creativity, offering a rare and potentially career-defining opportunity for those wishing to engage with the international cultural scene. Promoted by the Directorate-General for Contemporary Creativity of the Italian Ministry of Culture, the Directorate-General for the Promotion of the Country System of the Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation, the Italian Cultural Institute in New York, and The Italian Academy for Advanced Studies in America at Columbia University, the Prize serves as a direct bridge between Italy and the United States, connecting artistic research with global dialogue. Five Months in the Beating Heart of Contemporary Art The two selected artists will spend five months in New York City, from February to June 2027, immersed in the cultural fabric of the city that more than any other has shaped the avant-garde movements, experiments, and new aesthetics of our time. The residency will provide studio space, mentoring, cultural activities, professional networking opportunities, and the possibility to publicly present the outcomes of the research in dedicated venues. This experience is not only educational but also intercultural: an opportunity to expand one’s artistic practice, build international relationships, and engage with curators, researchers, and artists working at a global level. Deadline and Application Process Applications must be submitted by September 18, 2026, at 11:59 PM (Italian time). The official website provides the full call for applications, eligibility requirements, and all the necessary forms for submission. https://creativitacontemporanea.cultura.gov.it/premionewyork/ #MiC #DGCC #ContemporaryCreativity #Art #NewYork #NewYorkPrize #ArtistResidencies @mic_italia @italymfa @iicnewyork @italianacademy

Roberto Pestarino al 9th Incheon Open Port International Photography Festival

Roberto Pestarino al 9th Incheon Open Port International Photography Festival Roberto Pestarino protagonista italiano al 9th Incheon Open Port International Photography Festival- “Beyond the Tide” Roberto Pestarino, Italian Highlight at the 9th Incheon Open Port International Photography Festival- “Beyond the Tide” Il 9th Incheon Open Port International Photography Festival- “Beyond the Tide” ha aperto le sue porte trasformando la città marittima di Incheon in un crocevia internazionale di linguaggi fotografici, riflessioni ambientali e dialoghi culturali. In questa edizione, che conferma il ruolo del festival come piattaforma globale dedicata alla fotografia contemporanea, spicca la presenza dell’artista italiano Roberto Pestarino, invitato all’interno della prestigiosa International Photo Exchange Exhibition of 11 Countries: Ocean and Environment. The 9th Incheon Open Port International Photography Festival- “Beyond the Tide” opened its doors by transforming the maritime city of Incheon into an international crossroads of photographic languages, environmental reflections, and cultural dialogue. In this edition, which reaffirms the festival’s role as a global platform for contemporary photography, the presence of Italian artist Roberto Pestarino stands out prominently within the prestigious International Photo Exchange Exhibition of 11 Countries: Ocean and Environment. La manifestazione, radicata nella profonda identità storica e portuale di Incheon, si propone come unosservatorio privilegiato sulle trasformazioni degli oceani e sugli ecosistemi minacciati. Il Direttore Esecutivo Lim Sang-seob ha sottolineato come l’obiettivo del festival sia quello di portare alla luce le criticità ambientali che l’umanità sta affrontando- dalla crisi climatica all’inquinamento marino, fino alle minacce alla biodiversità- esplorando un futuro sostenibile di coesistenza tra uomo e oceano. Rooted in Incheon’s deep historical and maritime identity, the festival serves as a privileged observatory on the transformations of the oceans and endangered ecosystems. Executive Director Lim Sang-seob emphasized that the aim of the festival is to shed light on the environmental challenges humanity is facing-from the climate crisis to marine pollution and threats to biodiversity-while exploring a sustainable future of coexistence between humans andthe ocean. Roberto Pestarino: lo sguardo italiano sul mare e sulle sue metamorfosi Roberto Pestarino: The Italian Perspective on the Sea and Its Transformations La partecipazione di Roberto Pestarino rappresenta uno dei momenti più significativi dell’edizione 2026. La sua ricerca, da sempre attenta alle relazioni tra paesaggio, memoria e trasformazione, si inserisce con autorevolezza nel dialogo internazionale proposto dal festival. Le sue opere, capaci di coniugare rigore formale e sensibilità poetica, offrono una lettura personale e profondamente contemporanea del rapporto tra l’uomo e l’ambiente marino, contribuendo a delineare un panorama visivo che attraversa undici nazioni e altrettante prospettive artistiche. Roberto Pestarino’s participation is one of the most significant highlights of the 2026 edition. His artistic research-always attentive to the relationships between landscape, memory, and transformation-enters the festival’s international dialogue with authority. His works, combining formal precision with poetic sensitivity, offer a personal and deeply contemporary interpretation of the relationship between humans and the marine environment, contributing to a visual panorama that spans eleven countries and as many artistic perspectives. Unfestival articolato in sette sezioni espositive A Festival Structured into Seven Exhibition Sections Il pubblico è accolto da un percorso ricco e stratificato, suddiviso in sette sezioni principali: The festival welcomes visitors with a rich and layered itinerary divided into seven main sections: ▪ International Photo Exchange Exhibition of 11 Countries: Ocean and Environment ▪ IncheonWorld University Photography Festival: Identity of Photography ▪ Linking the Yellow Sea ▪ Narration of Incheon ▪ Contemporary Chinese Photography ▪ TheOpenPortsinthe Glover Albums ▪ Breathof the Planet: From the Polar Oceans A completare il programma, il festival propone anche eventi speciali come l’esperienza di fotografia al collodio umido e sessioni di portfolio review. Special events such as wet plate collodion photography experiences and portfolio review sessions further enrich the program. Informazioni sull’evento Event Overview Periodo espositivo: 25 luglio- 5 agosto 2026 Exhibition Period: July 25- August 5, 2026 Opening: 25 luglio, ore 15:00, Sangsang Platform Opening Ceremony: July 25, 3:00 PM, Sangsang Platform Luoghi: Korea-China Cultural Center, Overseas Chinese History Museum, Sangsang Platform, Gwandong Gallery, Space Haean, Dodeun Gallery, Gallery Rosa, pot R Venues: Korea-China Cultural Center, Overseas Chinese History Museum, Sangsang Platform, Gwandong Gallery, Space Haean, Dodeun Gallery, Gallery Rosa, pot R Sito ufficiale: www.iopp.kr Website: www.iopp.kr Organizzazione: Photo Design Group Host/Organizer: Photo Design Group Sponsor: Incheon Metropolitan City, Incheon Foundation for Arts & Culture Sponsor: Incheon Metropolitan City, Incheon Foundation for Arts & Culture Partner: Incheon Tourism Organization, Jemulpo-gu Office, Jemulpo Culture Foundation, Korea Polar Research Institute, e altri Partners: Incheon Tourism Organization, Jemulpo-gu Office, Jemulpo Culture Foundation, Korea Polar Research Institute, and others.

DATALAND lancia la prima Artist Residency dedicata alle Arti AI: quattro talenti selezionati da oltre 500 candidature

DATALAND lancia la prima Artist Residency dedicata alle Arti AI: quattro talenti selezionati da oltre 500 candidature by Carmelita Brunetti DATALAND, il primo Museo delle Arti AI al mondo fondato da Refik Anadol ed Efsun Erkılıç, annuncia la coorte inaugurale della DATALAND AI Artist Residency, realizzata in partnership con Google Arts & Culture. Un programma che segna un nuovo passo nella convergenza tra creatività umana e intelligenza artificiale, selezionando quattro artisti tra più di cinquecento candidature internazionali: un dato che testimonia la crescente vitalità del settore. I residenti 2026 sono Maya Man, artista newyorkese che indaga identità e cultura digitale; Lucia Rebolino, architetta e computational designer impegnata tra scienza, tecnologia e giustizia ambientale; Penny Slinger, figura storica dell’arte femminista e surrealista; e Jess Starns, practitioner inclusiva che esplora storia, disabilità e nuovi strumenti accessibili per la creazione artistica. Per sei mesi, da giugno a dicembre 2026, i quattro artisti lavoreranno con il team di Refik Anadol Studio, accedendo alle infrastrutture avanzate del museo e al Large Nature Model, il primo modello generativo multimodale costruito interamente su dati naturali provenienti da istituzioni scientifiche globali. Il programma offre mentorship dedicata, sessioni personalizzate con Anadol e un supporto di 25.000 dollari per ciascun progetto, culminando in una grande mostra pubblica a Los Angeles prevista per dicembre 2026. «DATALAND è pensato come una piattaforma viva, dove artisti e ricercatori possono esplorare l’AI come nuovo medium culturale», afferma Refik Anadol nel comunicato, sottolineando la vocazione del museo a diventare un luogo di sperimentazione e dialogo interdisciplinare. Anche Google Arts & Culture ribadisce l’impegno verso un’innovazione responsabile e collaborativa, celebrando una partnership che unisce tecnologia, ricerca e visioni artistiche emergenti. La selezione è stata affidata a una giuria internazionale di curatori, accademici e leader tecnologici, tra cui Paola Antonelli (MoMA), Hans Ulrich Obrist (Serpentine), Mira Lane (Google) e Nora Khan, che hanno valutato le proposte per rigore concettuale, visione artistica e capacità di aprire nuovi territori nell’arte generativa. Con questa prima edizione, DATALAND consolida il proprio ruolo come istituzione pioniera nell’ecosistema delle arti AI, inaugurando un modello di residenza che unisce ricerca, produzione e riflessione critica sul futuro della creatività. DATALAND Launches the First AI Arts Residency: Four Artists Selected from Over 500 Applications by Carmelita Brunetti DATALAND, the world’s first AI Arts Museum founded by Refik Anadol and Efsun Erkılıç, has announced the inaugural cohort of the DATALAND AI Artist Residency, developed in partnership with Google Arts & Culture. The program marks a significant step forward in the convergence of human creativity and artificial intelligence, selecting four artists from more than 500 international applications—a testament to the rapidly growing vitality of the AI arts sector. The 2026 residents are Maya Man, a New York-based artist exploring identity and digital culture; Lucia Rebolino, an architect and computational designer working at the intersection of science, technology, and environmental justice; Penny Slinger, a pioneering figure in feminist and Surrealist art; and Jess Starns, an inclusive practitioner whose work investigates history, disability, and accessible creative technologies. Over a six-month period, from June through December 2026, the four artists will work alongside the team at Refik Anadol Studio, gaining access to the museum’s advanced technological infrastructure and the Large Nature Model, the first multimodal generative model built entirely from natural data provided by scientific institutions around the world. The residency includes dedicated mentorship, personalized sessions with Refik Anadol, and $25,000 in funding for each project, culminating in a major public exhibition in Los Angeles scheduled for December 2026. “DATALAND is conceived as a living platform where artists and researchers can explore AI as a new cultural medium,” Refik Anadol stated in the official announcement, emphasizing the museum’s ambition to become a space for experimentation and interdisciplinary dialogue. Google Arts & Culture also reaffirmed its commitment to responsible and collaborative innovation, celebrating a partnership that brings together technology, research, and emerging artistic visions. The selection process was overseen by an international jury of curators, academics, and technology leaders, including Paola Antonelli (MoMA), Hans Ulrich Obrist (Serpentine), Mira Lane (Google), and Nora Khan, who evaluated the proposals for conceptual rigor, artistic vision, and their potential to expand the boundaries of generative art. With this inaugural edition, DATALAND further establishes itself as a pioneering institution within the AI arts ecosystem, introducing a residency model that combines research, artistic production, and critical reflection on the future of creativity.

Il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona: un nuovo spazio di dialogo tra arte e ricerca

Il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona: un nuovo spazio di dialogo tra arte e ricerca by Carmelita Brunetti Il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona inaugura una nuova fase del proprio percorso culturale presentandosi al pubblico con una piattaforma digitale rinnovata e con un incontro istituzionale dedicato alle Direttrici e ai Direttori degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Un passaggio significativo per una realtà che custodisce una delle più importanti collezioni universitarie italiane di arte contemporanea. Nato dalla donazione della collezione AGIVERONA di Giorgio e Anna Fasol, il museo raccoglie oltre cento opere di artisti internazionali e si configura come un luogo di studio, formazione e partecipazione. La sua missione è chiara: trasformare la collezione in uno spazio vivo di conoscenza, capace di intrecciare ricerca accademica, produzione culturale e coinvolgimento della cittadinanza. Il Polo Santa Marta, cuore del museo, ospita attività di ricerca, programmi educativi e iniziative che mettono in relazione arte, architettura e comunità. Le opere dialogano con le diverse sedi dell’ateneo, dalle biblioteche alle aule, rendendo l’arte parte integrante della vita universitaria. Come sottolinea Monica Molteni, responsabile scientifica del museo, l’obiettivo è rendere accessibile un’identità che unisce studio, confronto e linguaggi della contemporaneità. Il nuovo sito web diventa così un portale aperto, dove opere, progetti e attività testimoniano il ruolo dell’arte nel comprendere il presente e nel costruire relazioni tra saperi differenti.

L’estate culturale di Rimini tra materia e grande schermo: da Carlo Zauli alle pioniere del cinema

L’estate culturale di Rimini tra materia e grande schermo: da Carlo Zauli alle pioniere del cinema by Lucrezia Rinaldi L’estate riminese del 2026 si accende nel segno della metamorfosi e della riscoperta storica attraverso due grandi mostre che celebrano la forza dell’immaginazione e il potere dei linguaggi visivi. Al centro della programmazione culturale spiccano i percorsi espositivi dedicati allo scultore Carlo Zauli e alle donne che hanno fondato la settima arte, tracciando un ponte ideale tra la concretezza della materia e l’illusione del grande schermo. Sensualità della Forma: Carlo Zauli al Fellini Museum Negli spazi del Palazzo del Fulgor, la mostra Sensualità della Forma (aperta fino al 23 agosto e curata da Monica e Matteo Zauli) mette in scena un dialogo intimo tra l’universo visionario di Federico Fellini e la produzione artistica di Carlo Zauli. Il grande scultore faentino, tra i massimi protagonisti del secondo Novecento, è riuscito a liberare la ceramica dalla sua dimensione funzionale per trasformarla in volumi plastici che sembrano espandersi e respirare. L’esposizione, che raccoglie sculture, litografie e acqueforti provenienti dal Museo Carlo Zauli di Faenza, svela anche l’inedita produzione grafica dell’artista. Non si tratta di un omaggio didascalico al regista di 8½, bensì di un incontro poetico tra due figli della Romagna che hanno fatto della trasformazione e della tensione vitale il fulcro della propria ricerca. inVisibili: Le pioniere del Cinema A pochi passi di distanza, dal 3 luglio al 30 agosto, la città ospita inVisibili. Le pioniere del Cinema, un’esposizione ideata dal Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni e realizzata dall’Archivio Luce Cinecittà. Dopo il successo delle tappe di Roma e New York, la mostra approda a Rimini per accendere i riflettori sul ruolo centrale, e troppo spesso dimenticato, delle donne nella nascita dell’industria cinematografica. Il percorso si concentra sulle vicende straordinarie di tredici protagoniste – tra cui Elvira Notari, prima regista italiana, Francesca Bertini ed Elvira Giallanella – che a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento hanno plasmato il linguaggio cinematografico con determinazione e visione imprenditoriale. Attraverso fotografie d’epoca, sceneggiature e pellicole ritrovate, la mostra restituisce finalmente voce a chi è rimasta ingiustamente invisibile dietro la macchina da presa. Un palinsesto di storie e visioni Inserite nel più ampio cartellone estivo, che comprende anche il progetto Italian Global Series, le due mostre offrono ai visitatori un’opportunità unica: da un lato l’esplorazione di una fisicità quasi corporea che emerge dalla terra, dall’altro un atto di giustizia storica e antropologica che riconnette le origini del cinema con la contemporaneità. Due tappe imperdibili per riscoprire il legame profondo che unisce arte, memoria e territorio. Rimini’s Cultural Summer Between Matter and the Big Screen: From Carlo Zauli to the Pioneers of Cinema by Lucrezia Rinaldi Rimini’s 2026 summer season lights up under the banner of metamorphosis and historical rediscovery through two major exhibitions celebrating the power of imagination and visual languages. At the heart of this cultural programming are two exhibition paths dedicated to the sculptor Carlo Zauli and to the women who founded the seventh art, drawing an ideal bridge between the tangibility of matter and the illusion of the big screen. Sensuality of Form: Carlo Zauli at the Fellini Museum Housed in the spaces of the Palazzo del Fulgor, the exhibition Sensualità della Forma (Sensuality of Form), open until August 23 and curated by Monica and Matteo Zauli, stages an intimate dialogue between the visionary universe of Federico Fellini and the artistic production of Carlo Zauli. The great sculptor from Faenza, one of the leading figures of the second half of the 20th century, succeeded in liberating ceramics from their functional dimension, transforming them into plastic volumes that seem to expand and breathe. The exhibition, which brings together sculptures, lithographs, and etchings from the Carlo Zauli Museum in Faenza, also reveals the artist’s previously unseen graphic production. Rather than a literal homage to the director of 8½, it represents a poetic encounter between two sons of Romagna who both made transformation and vital tension the core of their creative research. inVisible: The Pioneers of Cinema Just a short distance away, from July 3 to August 30, the city hosts inVisibili. Le pioniere del Cinema (inVisible: The Pioneers of Cinema), an exhibition conceived by the Undersecretary of State for the Ministry of Culture, Lucia Borgonzoni, and produced by Archivio Luce Cinecittà. Following successful runs in Rome and New York, the exhibition arrives in Rimini to shine a spotlight on the central, yet too often forgotten, role of women in the birth of the film industry. The itinerary focuses on the extraordinary stories of thirteen female protagonists—including Elvira Notari, Italy’s first female director, Francesca Bertini, and Elvira Giallanella—who, between the late 19th century and the first decades of the 20th century, shaped cinematic language with determination and entrepreneurial vision. Through vintage photographs, screenplays, and rediscovered films, the exhibition finally gives a voice back to those who remained unjustly invisible behind the camera. A Program of Stories and Visions Set within the wider summer lineup, which also includes the Italian Global Series project, these two exhibitions offer visitors a unique opportunity: on one hand, the exploration of a nearly corporeal physicality emerging from the earth; on the other, an act of historical and anthropological justice reconnecting the origins of cinema with modernity. They are two unmissable stops to rediscover the profound bond linking art, memory, and territory.

Adalberto Sessa: Il Movimento come Stato della Mente, tra Pixel e Acrilico

Adalberto Sessa: Il Movimento come Stato della Mente, tra Pixel e Acrilico by Lucrezia Rinaldi Nel panorama dell’arte sperimentale italiana, la figura di Adalberto Sessa (Milano, 1954) si distingue per un percorso pionieristico capace di traghettare l’astrattismo geometrico dall’analogico al digitale. La sua formazione si consolida al Liceo Artistico di Brera nel biennio 1970/1971 sotto la guida di Bobo Piccoli; qui, folgorato dalle Avanguardie storiche e da Piet Mondrian, Sessa matura l’urgenza di animare la forma oltre i confini bidimensionali del quadro. Questa profonda necessità espressiva lo spinge a sperimentare prima con la fotografia in camera oscura e i cinepoemi in Super8, per poi iscriversi nel 1976 alla Civica Scuola di Cinema e all’Accademia di Brera. La svolta operativa giunge a metà degli anni Novanta con la Computer Art e la computer grafica 3D appresa allo IED di Milano. Tra l’esordio con Il volo del 1999 e la successiva svolta concettuale di Quinta dimensione del 2000, l’artista avvia un ventennio monumentale di videoarte caratterizzato da flussi geometrici policromi, ipnotici e psichedelici. La sua produzione riceve ampi riconoscimenti internazionali dalla critica e dai festival di settore nel corso degli anni Duemila, trovando spazio all’Abstracta Film Festival di Roma con proiezioni al Living Theatre di New York e a Il Cairo, nell’annuario d’eccellenza del Videoart Yearbook coordinato dall’Università di Bologna, e infine al Punto y Raya Festival, la massima kermesse mondiale dedicata all’astrazione pura in movimento. Nel 2020, dopo aver chiuso la felice stagione del video, l’artista compie un affascinante e inaspettato cortocircuito tornando alla pittura acrilica. Libero dalle fatiche tecniche del digitale, Sessa traspone oggi sul cartoncino ruvido lo stesso identico concetto di multiplo formale e cinetico da cui era partito. I suoi quadri attuali, vibranti di colori vivaci, dialogano apertamente con l’Arte Concreta, l’Optical Art e le correnti analitico-geometriche degli anni Settanta, dimostrando concretamente che il movimento, prima di essere un fatto tecnologico, è uno stato della mente. Adalberto Sessa: Movement as a State of Mind, Between Pixels and Acrylic by Lucrezia Rinaldi Within the landscape of Italian experimental art, the figure of Adalberto Sessa (Milan, 1954) stands out for a pioneering journey capable of bridging the gap between analog and digital geometric abstraction. His artistic education was consolidated at the Brera Art High School during the 1970/1971 two-year period under the guidance of Bobo Piccoli. Here, deeply inspired by the historical Avante-gardes and Piet Mondrian, Sessa developed an urgent need to animate form beyond the two-dimensional boundaries of the canvas. This profound expressive necessity led him to experiment first with darkroom photography and Super8 cine-poems, before enrolling in the Civica Scuola di Cinema and the Brera Academy of Fine Arts in 1976. The operational turning point arrived in the mid-1990s with Computer Art and 3D computer graphics, which he learned at the IED (Istituto Europeo di Design) in Milan. Between his debut with Il volo (1999) and the subsequent conceptual breakthrough of Quinta dimensione (2000), the artist launched a monumental twenty-year period of video art characterized by polychromatic, hypnotic, and psychedelic geometric flows. Throughout the 2000s, his work received extensive international recognition from critics and specialized festivals, earning a place at the Abstracta Film Festival in Rome—with screenings at prominent venues such as the Living Theatre in New York and in Cairo—in the prestigious Videoart Yearbook coordinated by the University of Bologna, and finally at the Punto y Raya Festival, the world’s premier event dedicated to pure abstraction in motion. In 2020, after concluding his successful video art phase, the artist completed a fascinating and unexpected short-circuit by returning to acrylic painting. Liberated from the technical constraints of the digital realm, Sessa now transposes onto rough cardboard the exact same concept of formal and kinetic multiplicity from which he initially departed. His current paintings, vibrant with vivid colors, engage in an open dialogue with Concrete Art, Optical Art, and the analytic-geometric movements of the 1970s, tangibly demonstrating that movement, before being a technological fact, is a state of mind.

Gaeta, l’arte contemporanea abita al Museo Diocesano con “Medina Summer Edition»

Gaeta, l’arte contemporanea abita al Museo Diocesano con “Medina Summer Edition» by Lucrezia Rinaldi Dal 4 al 27 luglio 2026, lo storico Museo Diocesano di Palazzo De Vio, situato in Piazza Cardinale De Vio 9 a Gaeta, si trasforma nel palcoscenico di Medina Summer Edition, una prestigiosa mostra d’arte contemporanea curata da Valeria Rufini Ferranti e Mariacarmela Mazzeo. L’esposizione, nata dalla ricerca di Medina Art Gallery e organizzata in collaborazione con Palazzo De Vio sotto il patrocinio del Comune di Gaeta, si propone come un viaggio immersivo e multisensoriale. Il fulcro tematico della rassegna ruota attorno ai concetti di “passaggio” e “trasformazione”, intesi come dinamiche di relazione ed evoluzione identitaria. In questo scenario, le opere di ventitre artisti internazionali dialogano apertamente con la memoria stratificata del museo, creando un ponte ideale tra passato e presente, visibile e invisibile. Il pubblico potrà scoprire questo suggestivo percorso a partire da sabato 4 luglio alle ore 18:00, momento in cui si terrà il grande evento di inaugurazione. Successivamente, la mostra resterà accessibile per tutto il mese il martedì e il giovedì dalle 16:00 alle 20:00, il venerdì e il sabato con doppio appuntamento (10:00-13:00 e 16:00-20:00) e la domenica mattina dalle 10:00 alle 13:00. Un’occasione imperdibile per vivere lo spazio museale come un luogo vivo di confronto e scoperta culturale. Gaeta: Contemporary Art Takes Center Stage at the Diocesan Museum with “Medina Summer Edition” From July 4 to July 27, 2026, the historic Diocesan Museum of Palazzo De Vio, located at Piazza Cardinale De Vio 9 in Gaeta, will be transformed into the stage for the Medina Summer Edition, a prestigious contemporary art exhibition curated by Valeria Rufini Ferranti and Mariacarmela Mazzeo. Born from the curatorial research of the Medina Art Gallery and organized in collaboration with Palazzo De Vio under the patronage of the Municipality of Gaeta, the exhibition offers an immersive and multisensory journey. The thematic core of the exhibition revolves around the concepts of “passage” and “transformation,” understood as dynamics of relationship and identity evolution. Within this setting, the works of twenty-three international artists engage in an open dialogue with the museum’s layered history, creating an ideal bridge between past and present, the visible and the invisible. The public can experience this evocative journey starting Saturday, July 4, at 6:00 PM, during the grand opening event. Following the opening, the exhibition will remain accessible throughout the month on Tuesdays and Thursdays from 4:00 PM to 8:00 PM, Fridays and Saturdays with double viewing hours (10:00 AM–1:00 PM and 4:00 PM–8:00 PM), and Sundays from 10:00 AM to 1:00 PM. It is an unmissable opportunity to experience the museum space as a living venue for artistic exchange and cultural discovery.

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