Padre Fedele un monumento per ricordare la sua missione sociale e umanitaria

Padre Fedele un monumento per ricordare la sua missione sociale e umanitaria Michele Marchese, Presidente del Cna di Cosenza affida all’arte la rievocazione della figura di Padre Fedele, la comunicazione del valore della memoria, il valore civico della sua missione sociale e umanitaria. Non solo un’espressione estetica ma di aggregazione nella reciprocità e nel rispetto delle diversità sociali. L’opera commissionata dal Presidente del Cna all’artista Salvador Gaudenti ha la finalità di diffondere i valori della convivenza, i temi dell’uguaglianza, dell’inclusione e della giustizia sociale, contribuendo a costruire una società più coesa. Padre Fedele, una vita al servizio dei più poveri, dei malati e degli emarginati, un lavoro instancabile tra le vittime della povertà. Le sue missioni in Africa hanno devoluto premure e dedizione, all’assistenza medica anche ai lebbrosi, un modello per le nuove generazioni cosentine. Nel 2000, Enzo e Carlo Bilotti, hanno donato a Padre Fedele il terreno edificatorio in via Romualdo Montagna per realizzare il suo progetto, “casa d’accoglienza di persone sole e abbandonate, portatori di handicap, anziani, minori senza genitori, ragazze madre ed in genere persone che abbiano bisogno di aiuto materiale e morale” (Atto notaio Stefania Lanzillotti nr. 48689 rep. 14894), per merito dell’Oasi non ci sono più barboni per strada, è un primato della Città di Cosenza. Per Carlo Bilotti, l’arte inserita nel tessuto urbano significa riscrive la politica strategica del territorio che restituisce la congiunzione arte e inclusione sociale. La rigenerazione nel segno della creatività, la coesione tra gli abitanti, l’integrazione ambientale quotidiana salda il rapporto tra cittadini, arte ed architettura, dando forme intorno alle persone, una sponda dialettica dove può identificarsi la comune consapevolezza sociale dello spazio pubblico dell’abitare all’insegna dei valori comuni. Per questo Carlo Bilotti avrebbe appoggiato l’iniziativa di Michele Marchese.La responsabilità civica di ogni cittadino nel diffondere questi valori può essere espressa contribuendo alla raccolta fondi su IBAN IT11E0306909606100000417531 intestato alla CNA Cosenza, causale “progetto statua Padre Fedele Bisceglie”, per inserire negli spazi pubblici i nostri valori etici, civici e di condivisione. Marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona

Maggio Museale 2026: la Sapienza celebra arte, scienza e cultura nella Notte Europea dei Musei

Maggio Museale 2026: la Sapienza celebra arte, scienza e cultura nella Notte Europea dei Musei A cura del direttore responsabile Carmela Brunetti La città universitaria della Sapienza si prepara ad accogliere il pubblico per la nona edizione di Maggio Museale, in programma sabato 23 maggio 2026, un’intera giornata dedicata alla scoperta del patrimonio culturale dell’Ateneo e inserita nel calendario della Notte Europea dei Musei. Dalle 15.00 alle 24.00, con ingresso e parcheggio gratuiti, il nuovo Polo Museale – Sapienza Cultura , aprirà le porte di diciassette musei, laboratori e centri di ricerca, offrendo un ricco palinsesto di mostre, visite guidate, seminari e attività per tutte le età. L’edizione 2026 si presenta come un grande evento,per la prima volta, musei, orto botanico, teatro, musica e cinema confluiscono in un’unica struttura coordinata, ampliando l’offerta culturale e rafforzando la vocazione multidisciplinare del Polo.Il programma si distingue per la varietà dei linguaggi e dei temi affrontati, dall’archeologia alla geografia, dalla medicina alla fisica, fino all’arte contemporanea. Tra gli appuntamenti di maggior rilievo spicca l’inaugurazione della mostra “Etruscan Blue, Etruscan Gold” al Museo delle Antichità Etrusche e Italiche, un percorso dedicato al valore simbolico del blu egizio e dell’oro nei santuari etruschi. Il Museo della Geografia propone invece “Geografie Sonore”, un viaggio immersivo attraverso mappe, documenti e paesaggi acustici, mentre il MLAC dedica una grande antologica ad Alì Assaf, con performance e proiezioni inedite. Ampio spazio è riservato ai più piccoli, con decine di laboratori ludico‑didattici: dalla ricostruzione degli strumenti preistorici al mestiere del paleontologo, dalla botanica fantastica alle tecniche di tessitura, fino alle esplorazioni digitali del Centro SIEH. Non mancano momenti di approfondimento scientifico, come il seminario sulle onde gravitazionali al Museo di Fisica o il percorso interattivo “Algoritmi in corsia” al Museo di Storia della Medicina, che introduce il pubblico alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica. La serata culminerà con il concerto dell’Ensemble MuSa Blues nella Sala Odeion del Museo dell’Arte Classica, che inaugurerà ufficialmente la Notte dei Musei. Un’occasione unica per vivere la Sapienza come un grande campus culturale aperto alla città, dove ricerca, divulgazione e creatività dialogano in un’atmosfera raffinata e inclusiva. Clicca qui per approfondire: https://polomuseale.web.uniroma1.it/it/maggio-museale-e-notte-dei-musei-23-maggio-2026 Museum May 2026: Sapienza Celebrates Art, Science and Culture During the European Night of Museums Curated by editor-in-chief Carmela Brunetti Sapienza University’s campus is preparing to welcome visitors for the ninth edition of Maggio Museale, scheduled for Saturday, May 23, 2026, a full day dedicated to discovering the University’s cultural heritage, included in the official program of the European Night of Museums. From 3:00 PM to midnight, with free admission and parking, the new Museum Hub – Sapienza Cultura will open the doors of seventeen museums, laboratories and research centers, offering a rich program of exhibitions, guided tours, seminars and activities for all ages. The 2026 edition takes shape as a major cultural event. For the first time, museums, the botanical garden, theater, music and cinema come together within a single coordinated structure, expanding the cultural offering and strengthening the multidisciplinary vocation of the Hub. The program stands out for the variety of languages and themes explored, ranging from archaeology to geography, from medicine to physics, all the way to contemporary art. Among the highlights is the opening of the exhibition “Etruscan Blue, Etruscan Gold” at the Museum of Etruscan and Italic Antiquities, an exhibition dedicated to the symbolic value of Egyptian blue and gold in Etruscan sanctuaries. The Museum of Geography presents “Sound Geographies”, an immersive journey through maps, documents and sonic landscapes, while the MLAC hosts a major retrospective dedicated to Alì Assaf, featuring performances and previously unseen screenings. Special attention is devoted to younger audiences, with dozens of educational and interactive workshops: from reconstructing prehistoric tools to discovering the work of paleontologists, from imaginative botany to weaving techniques, up to digital explorations organized by the SIEH Center. The program also includes scientific in-depth events, such as the seminar on gravitational waves at the Museum of Physics and the interactive experience “Algorithms in the Ward” at the Museum of the History of Medicine, introducing visitors to the applications of artificial intelligence in clinical practice. The evening will culminate with a concert by the MuSa Blues Ensemble in the Odeion Hall of the Museum of Classical Art, officially inaugurating the Night of Museums. A unique opportunity to experience Sapienza as a large cultural campus open to the city, where research, education and creativity engage in dialogue within a refined and inclusive atmosphere. Click here to learn more: https://polomuseale.web.uniroma1.it/it/maggio-museale-e-notte-dei-musei-23-maggio-2026

Intervista al marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona: Rotella ventennale scomparsa tra Cosenza e Rende

Intervista al marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona: Rotella ventennale scomparsa tra Cosenza e Rende Intervista a cura del Direttore Responsabile Carmela Brunetti  “Marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, cosa significa per lei ricordare Mimmo Rotella a vent’anni dalla sua scomparsa e come la Calabria lo celebra oggi?” Marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona: Il 2026 segna una tappa importante nella storia dell’arte moderna e contemporanea: il “ventennale dalla scomparsa di Mimmo Rotella”, uno dei protagonisti più influenti dell’avanguardia europea e figura chiave del Novecento. In tutto il mondo istituzioni e studiosi riscoprono la sua eredità, ma è soprattutto la Calabria—sua terra natale—a rendere oggi il tributo più profondo e sentito. Al centro di questa celebrazione c’è la mia esperienza personale. Cosenza e Rende conservano opere fondamentali che documentano le fasi centrali della sua ricerca artistica nelle diverse declinazioni di “scultura, pittura, disegno, fotografia e décollage”. Al MAB (Museo all’Aperto) di Cosenza,  “Il lupo della Sila” è divenuto un’icona. Il modellino in legno che ho donato a Rende è oggi esposto nella “Sala Rotella del Museo del Presente”. Quando Mimmo sceglieva il marmo, cercava il colore del sottobosco—mi diceva—un verde profondo, come quello della vegetazione arbustiva del bosco. A Cosenza si trova anche la scultura in bronzo “La rinascita della cultura”: una catasta disordinata di libri che, alleggerendosi, sembra prendere il volo. L’opera richiama la “Cosenza umanista e rinascimentale”, terra di filologi, filosofi e studiosi dei classici, da “Parrasio e Quattromani” fino a “Bernardino Telesio”, la cui dottrina influenzò Bruno, Cartesio, Campanella e Bacon. Alla “Galleria Nazionale di Palazzo Arnone”, nella sala del Novecento, ho donato un’altra scultura in bronzo di Rotella. Rotella trascorreva tutte le sue vacanze estive a “Sangineto”, nostro ospite. Nel pomeriggio disegnava ciò che lo circondava—case, piante, il treno—e realizzava il ritratto di ciascuno di noi. Erano creazioni spontanee, espressione del suo amore per la Calabria e del piacere di trascorrere lì il tempo. Per questo, nel 2013, ho deciso che queste opere dovessero rimanere sul territorio e le ho donate al “Comune di Rende”, insieme a un grande “dittico décollage storico”. In quest’opera Rotella mette in discussione la natura stessa dell’immagine, strappandola e ricomponendola, restituendo dignità artistica a un poster seriale e liberando nuove energie cromatiche. Nella “Sala Rotella” sono conservate anche fotografie a lui particolarmente care: dall’infanzia a Catanzaro ai primi approcci con l’arte fino alle successive performance. Non sono solo opere d’arte, ma frammenti dell’identità e della memoria della Calabria, una sorta di autobiografia visiva che racconta anni ricchi di sperimentazione. La sera, davanti alla piscina, invitavamo amici e Mimmo declamava i suoi **Poemi Fonetici**: comunicazioni emotive e visive attraverso il suono, una forma di “poesia epistaltica” fatta di rumori, parole e suoni astratti. Ogni anno visitavamo il “Santuario di Paola”, condividendo una sincera devozione e lasciandoci affascinare da un luogo sospeso tra sacro e leggenda, mistero e misticismo. Una volta, dopo una di queste visite, acquistò una grande tela e nel giardino dipinse “San Francesco di Paola” come una pop “star”. L’opera fu esposta a “Palazzo dei Bruzi nel 2012”, in occasione del 50° anniversario della proclamazione di San Francesco come patrono della Calabria. Carmela Brunetti: Ricordare Mimmo Rotella oggi significa restituire non solo un’immagine di artista, ma anche di uomo profondamente radicato nella sua terra. A vent’anni dalla sua scomparsa, la Calabria non si limita a commemorarlo: lo custodisce, lo celebra e ne rilancia l’eredità. Da Cosenza a Rende fino a Catanzaro, Rotella continua a parlare attraverso le sue opere, le sue sperimentazioni e le sue visioni, confermandosi non solo come grande maestro del Novecento, ma come “forza culturale viva attraverso la quale un territorio ritrova la propria identità e proietta se stesso nel futuro”. Molte le attività che saranno svolte a Cosenza grazie alla volontà dei sindaci Franz Caruso e a Rende Sandro Principe. Rotella a Sangineto dipinge San Francesco di Paola Interview with Roberto Bilotti: Remembering Mimmo Rotella, Twenty Years On, Between Cosenza and Rende Interview by Editor-in-Chief Carmela Brunetti Carmela Brunetti: Mr. Roberto Bilotti, what does it mean for you to remember Mimmo Rotella twenty years after his passing, and how is Calabria commemorating him today? Roberto Bilotti: The year 2026 marks a significant milestone in the history of modern and contemporary art: the twentieth anniversary of Mimmo Rotella’s passing, one of the most influential figures in the European avant-garde and a key protagonist of the 20th century. Around the world, institutions and scholars are rediscovering his legacy, but it is above all Calabria—his homeland—that is offering the deepest and most heartfelt tribute. At the heart of this celebration lies my personal experience. Cosenza and Rende hold fundamental works that document the key phases of his artistic research, spanning sculpture, painting, drawing, photography, and décollage. At the MAB (Open-Air Museum) in Cosenza, The Wolf of the Sila has become an icon. The wooden model I donated to Rende is now exhibited in the Rotella Room of the Museum of the Present. When Mimmo chose marble, he sought the color of the underbrush—he would tell me—a deep green, like the dense vegetation of the forest. Also in Cosenza stands the bronze sculpture The Rebirth of Culture: a chaotic pile of books that, as it lightens, seems to take flight. The work recalls the humanist and Renaissance Cosenza, land of philologists, philosophers, and scholars of the classics—from Parrasio and Quattromani to Bernardino Telesio, whose thought influenced Bruno, Descartes, Campanella, and Bacon. At the National Gallery of Palazzo Arnone, in the 20th-century art room, I donated another bronze sculpture by Rotella. Mimmo spent all his summer holidays in Sangineto, as our guest. In the afternoons, he would sketch what surrounded him—houses, plants, the train—and draw portraits of each of us. These were spontaneous creations, expressions of his affection for Calabria and his joy in spending time there. For this reason, in 2013, I decided these works should remain in the region and donated them to the Municipality of Rende, along with a large historic décollage diptych. In this piece, Rotella challenges the very

Second Edition of the ArtonWorld Green International Competition

La seconda edizione dell’ArtonWorld Green Competition si pone in prima linea come ponte tra arte, scienza e coscienza collettiva, in un periodo storico segnato da catastrofi climatiche sempre più frequenti e distruttive. Eventi estremi come incendi incontrollati, alluvioni devastanti, siccità e scioglimento accelerato dei ghiacci sono diventati segni evidenti e allarmanti di una crisi climatica globale che richiede un’azione immediata.Il concorso mira a sensibilizzare e a stimolare un cambiamento reale e urgente attraverso il linguaggio universale dell’arte, che ha il potere unico di oltrepassare barriere culturali, linguistiche e sociali per entrare rapidamente nella coscienza collettiva. Gli artisti premiati in questa edizione si sono distinti per la loro capacità di tradurre l’urgenza scientifica di questi temi in messaggi visivi profondi e coinvolgenti. Ashman Joseph, vincitore del primo premio, ha esplorato il tema dell’interdipendenza tra uomo e natura, richiamando i concetti di equilibrio ecologico e biodiversità, essenziali per evitare il collasso degli ecosistemi. La sua opera non è solo una rappresentazione visiva, ma un potente messaggio di allerta e speranza, che invita lo spettatore ad agire.Duncan Young, al secondo posto, ha catturato nelle sue opere il dramma della distruzione ambientale in modo incisivo, evidenziando come la natura stia reagendo ai cambiamenti antropici. La potenza dei suoi lavori riesce a evocare la necessità di azioni mirate per contenere l’innalzamento delle temperature e prevenire danni irreparabili.Il terzo premio è stato conferito a Roberto Pestarino, il cui lavoro riflette una comprensione profonda delle conseguenze della crisi climatica e delle sfide per un futuro sostenibile, evocando la necessità di un cambiamento radicale nei nostri modelli di consumo e produzione.Un riconoscimento speciale è stato assegnato alla giovane Diana Destro per il suo impegno innovativo nel campo della moda sostenibile. Con una forte ispirazione alla natura e un richiamo alla crisi in corso, Destro ha saputo collegare l’arte del design alla scienza ecologica, evidenziando come anche le scelte di stile possano contribuire a un cambiamento positivo.Infine, gli artisti selezionati per la qualità delle loro opere – Anna Maria Giugni, Jules Deitcher, Konrad Hellfeuer e Paolo Cantu Gentili hanno esplorato con linguaggi diversi i temi della fragilità della Terra e della responsabilità collettiva. Attraverso le loro opere, queste voci artistiche emergenti ci ricordano che il tempo per evitare ulteriori cataclismi sta per scadere e che ogni azione conta. ArtonWorld Green è dunque un appello urgente a rispondere alla scienza con l’arte e con l’impegno personale. Solo attraverso una consapevolezza diffusa e azioni concrete potremo sperare di contrastare la crisi ambientale che minaccia il nostro pianeta e la nostra sopravvivenza. CLICCA QUI PER SFOGLIARE IL CATALOGO The second edition of the ArtonWorld Green Competition stands at the forefront as a bridge between art, science, and collective awareness during a historical period marked by increasingly frequent and destructive climate catastrophes. Extreme events such as uncontrolled wildfires, devastating floods, severe droughts, and the accelerated melting of glaciers have become clear and alarming signs of a global climate crisis that demands immediate action. The competition aims to raise awareness and inspire real, urgent change through the universal language of art, which has the unique power to transcend cultural, linguistic, and social barriers, quickly reaching collective consciousness. The artists awarded in this edition have distinguished themselves for their ability to translate the scientific urgency of these themes into profound and engaging visual messages.Ashman Joseph, winner of the first prize, explored the theme of interdependence between humanity and nature, invoking the concepts of ecological balance and biodiversity, essential to prevent the collapse of ecosystems. His work is not only a visual representation but a powerful message of warning and hope, urging viewers to act.Duncan Young, who earned second place, captured the drama of environmental destruction in an incisive way, highlighting how nature is reacting to human-induced changes. The power of his work evokes the need for targeted actions to contain rising temperatures and prevent irreversible damage.The third prize was awarded to Roberto Pestarino, whose work reflects a deep understanding of the consequences of the climate crisis and the challenges for a sustainable future, evoking the necessity of a radical shift in our consumption and production patterns.A special award was given to the young Diana Destro for her innovative commitment in the field of sustainable fashion. Drawing significant inspiration from nature and reflecting on the ongoing crisis, Destro managed to link the art of design to ecological science, highlighting how even style choices can contribute to positive change.Finally, the artists selected for the quality of their works – Anna Maria Giugni, Jules Deitcher, Konrad Hellfeuer, and Paolo Cantu Gentili– explored themes of the Earth’s fragility and collective responsibility in diverse languages. Through their works, these emerging artistic voices remind us that the time to prevent further cataclysms is running out and that every action counts. ArtonWorld Green is, therefore, an urgent call to respond to science with art and personal commitment. Only through widespread awareness and concrete actions can we hope to counter the environmental crisis that threatens our planet and our survival. CLICK HERE TO BROWSE THE CATALOG

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