Il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona: un nuovo spazio di dialogo tra arte e ricerca

Il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona: un nuovo spazio di dialogo tra arte e ricerca by Carmelita Brunetti Il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona inaugura una nuova fase del proprio percorso culturale presentandosi al pubblico con una piattaforma digitale rinnovata e con un incontro istituzionale dedicato alle Direttrici e ai Direttori degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Un passaggio significativo per una realtà che custodisce una delle più importanti collezioni universitarie italiane di arte contemporanea. Nato dalla donazione della collezione AGIVERONA di Giorgio e Anna Fasol, il museo raccoglie oltre cento opere di artisti internazionali e si configura come un luogo di studio, formazione e partecipazione. La sua missione è chiara: trasformare la collezione in uno spazio vivo di conoscenza, capace di intrecciare ricerca accademica, produzione culturale e coinvolgimento della cittadinanza. Il Polo Santa Marta, cuore del museo, ospita attività di ricerca, programmi educativi e iniziative che mettono in relazione arte, architettura e comunità. Le opere dialogano con le diverse sedi dell’ateneo, dalle biblioteche alle aule, rendendo l’arte parte integrante della vita universitaria. Come sottolinea Monica Molteni, responsabile scientifica del museo, l’obiettivo è rendere accessibile un’identità che unisce studio, confronto e linguaggi della contemporaneità. Il nuovo sito web diventa così un portale aperto, dove opere, progetti e attività testimoniano il ruolo dell’arte nel comprendere il presente e nel costruire relazioni tra saperi differenti.

L’estate culturale di Rimini tra materia e grande schermo: da Carlo Zauli alle pioniere del cinema

L’estate culturale di Rimini tra materia e grande schermo: da Carlo Zauli alle pioniere del cinema by Lucrezia Rinaldi L’estate riminese del 2026 si accende nel segno della metamorfosi e della riscoperta storica attraverso due grandi mostre che celebrano la forza dell’immaginazione e il potere dei linguaggi visivi. Al centro della programmazione culturale spiccano i percorsi espositivi dedicati allo scultore Carlo Zauli e alle donne che hanno fondato la settima arte, tracciando un ponte ideale tra la concretezza della materia e l’illusione del grande schermo. Sensualità della Forma: Carlo Zauli al Fellini Museum Negli spazi del Palazzo del Fulgor, la mostra Sensualità della Forma (aperta fino al 23 agosto e curata da Monica e Matteo Zauli) mette in scena un dialogo intimo tra l’universo visionario di Federico Fellini e la produzione artistica di Carlo Zauli. Il grande scultore faentino, tra i massimi protagonisti del secondo Novecento, è riuscito a liberare la ceramica dalla sua dimensione funzionale per trasformarla in volumi plastici che sembrano espandersi e respirare. L’esposizione, che raccoglie sculture, litografie e acqueforti provenienti dal Museo Carlo Zauli di Faenza, svela anche l’inedita produzione grafica dell’artista. Non si tratta di un omaggio didascalico al regista di 8½, bensì di un incontro poetico tra due figli della Romagna che hanno fatto della trasformazione e della tensione vitale il fulcro della propria ricerca. inVisibili: Le pioniere del Cinema A pochi passi di distanza, dal 3 luglio al 30 agosto, la città ospita inVisibili. Le pioniere del Cinema, un’esposizione ideata dal Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni e realizzata dall’Archivio Luce Cinecittà. Dopo il successo delle tappe di Roma e New York, la mostra approda a Rimini per accendere i riflettori sul ruolo centrale, e troppo spesso dimenticato, delle donne nella nascita dell’industria cinematografica. Il percorso si concentra sulle vicende straordinarie di tredici protagoniste – tra cui Elvira Notari, prima regista italiana, Francesca Bertini ed Elvira Giallanella – che a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento hanno plasmato il linguaggio cinematografico con determinazione e visione imprenditoriale. Attraverso fotografie d’epoca, sceneggiature e pellicole ritrovate, la mostra restituisce finalmente voce a chi è rimasta ingiustamente invisibile dietro la macchina da presa. Un palinsesto di storie e visioni Inserite nel più ampio cartellone estivo, che comprende anche il progetto Italian Global Series, le due mostre offrono ai visitatori un’opportunità unica: da un lato l’esplorazione di una fisicità quasi corporea che emerge dalla terra, dall’altro un atto di giustizia storica e antropologica che riconnette le origini del cinema con la contemporaneità. Due tappe imperdibili per riscoprire il legame profondo che unisce arte, memoria e territorio. Rimini’s Cultural Summer Between Matter and the Big Screen: From Carlo Zauli to the Pioneers of Cinema by Lucrezia Rinaldi Rimini’s 2026 summer season lights up under the banner of metamorphosis and historical rediscovery through two major exhibitions celebrating the power of imagination and visual languages. At the heart of this cultural programming are two exhibition paths dedicated to the sculptor Carlo Zauli and to the women who founded the seventh art, drawing an ideal bridge between the tangibility of matter and the illusion of the big screen. Sensuality of Form: Carlo Zauli at the Fellini Museum Housed in the spaces of the Palazzo del Fulgor, the exhibition Sensualità della Forma (Sensuality of Form), open until August 23 and curated by Monica and Matteo Zauli, stages an intimate dialogue between the visionary universe of Federico Fellini and the artistic production of Carlo Zauli. The great sculptor from Faenza, one of the leading figures of the second half of the 20th century, succeeded in liberating ceramics from their functional dimension, transforming them into plastic volumes that seem to expand and breathe. The exhibition, which brings together sculptures, lithographs, and etchings from the Carlo Zauli Museum in Faenza, also reveals the artist’s previously unseen graphic production. Rather than a literal homage to the director of 8½, it represents a poetic encounter between two sons of Romagna who both made transformation and vital tension the core of their creative research. inVisible: The Pioneers of Cinema Just a short distance away, from July 3 to August 30, the city hosts inVisibili. Le pioniere del Cinema (inVisible: The Pioneers of Cinema), an exhibition conceived by the Undersecretary of State for the Ministry of Culture, Lucia Borgonzoni, and produced by Archivio Luce Cinecittà. Following successful runs in Rome and New York, the exhibition arrives in Rimini to shine a spotlight on the central, yet too often forgotten, role of women in the birth of the film industry. The itinerary focuses on the extraordinary stories of thirteen female protagonists—including Elvira Notari, Italy’s first female director, Francesca Bertini, and Elvira Giallanella—who, between the late 19th century and the first decades of the 20th century, shaped cinematic language with determination and entrepreneurial vision. Through vintage photographs, screenplays, and rediscovered films, the exhibition finally gives a voice back to those who remained unjustly invisible behind the camera. A Program of Stories and Visions Set within the wider summer lineup, which also includes the Italian Global Series project, these two exhibitions offer visitors a unique opportunity: on one hand, the exploration of a nearly corporeal physicality emerging from the earth; on the other, an act of historical and anthropological justice reconnecting the origins of cinema with modernity. They are two unmissable stops to rediscover the profound bond linking art, memory, and territory.

Gaeta, l’arte contemporanea abita al Museo Diocesano con “Medina Summer Edition»

Gaeta, l’arte contemporanea abita al Museo Diocesano con “Medina Summer Edition» by Lucrezia Rinaldi Dal 4 al 27 luglio 2026, lo storico Museo Diocesano di Palazzo De Vio, situato in Piazza Cardinale De Vio 9 a Gaeta, si trasforma nel palcoscenico di Medina Summer Edition, una prestigiosa mostra d’arte contemporanea curata da Valeria Rufini Ferranti e Mariacarmela Mazzeo. L’esposizione, nata dalla ricerca di Medina Art Gallery e organizzata in collaborazione con Palazzo De Vio sotto il patrocinio del Comune di Gaeta, si propone come un viaggio immersivo e multisensoriale. Il fulcro tematico della rassegna ruota attorno ai concetti di “passaggio” e “trasformazione”, intesi come dinamiche di relazione ed evoluzione identitaria. In questo scenario, le opere di ventitre artisti internazionali dialogano apertamente con la memoria stratificata del museo, creando un ponte ideale tra passato e presente, visibile e invisibile. Il pubblico potrà scoprire questo suggestivo percorso a partire da sabato 4 luglio alle ore 18:00, momento in cui si terrà il grande evento di inaugurazione. Successivamente, la mostra resterà accessibile per tutto il mese il martedì e il giovedì dalle 16:00 alle 20:00, il venerdì e il sabato con doppio appuntamento (10:00-13:00 e 16:00-20:00) e la domenica mattina dalle 10:00 alle 13:00. Un’occasione imperdibile per vivere lo spazio museale come un luogo vivo di confronto e scoperta culturale. Gaeta: Contemporary Art Takes Center Stage at the Diocesan Museum with “Medina Summer Edition” From July 4 to July 27, 2026, the historic Diocesan Museum of Palazzo De Vio, located at Piazza Cardinale De Vio 9 in Gaeta, will be transformed into the stage for the Medina Summer Edition, a prestigious contemporary art exhibition curated by Valeria Rufini Ferranti and Mariacarmela Mazzeo. Born from the curatorial research of the Medina Art Gallery and organized in collaboration with Palazzo De Vio under the patronage of the Municipality of Gaeta, the exhibition offers an immersive and multisensory journey. The thematic core of the exhibition revolves around the concepts of “passage” and “transformation,” understood as dynamics of relationship and identity evolution. Within this setting, the works of twenty-three international artists engage in an open dialogue with the museum’s layered history, creating an ideal bridge between past and present, the visible and the invisible. The public can experience this evocative journey starting Saturday, July 4, at 6:00 PM, during the grand opening event. Following the opening, the exhibition will remain accessible throughout the month on Tuesdays and Thursdays from 4:00 PM to 8:00 PM, Fridays and Saturdays with double viewing hours (10:00 AM–1:00 PM and 4:00 PM–8:00 PM), and Sundays from 10:00 AM to 1:00 PM. It is an unmissable opportunity to experience the museum space as a living venue for artistic exchange and cultural discovery.

Roma Contemporanea: alla Protomoteca un confronto sul futuro della Capitale

Roma Contemporanea: alla Protomoteca un confronto sul futuro della Capitale Del Direttore Responsabile Carmela Brunetti La Sala della Protomoteca del Campidoglio gremita di giornalisti ed esperti di settore ha ospitato questa mattina l’incontro Roma Contemporanea, un momento di riflessione dedicato che ha posto al centro delle relazioni il rapporto tra la città e le sfide dell’urbanistica del terzo millennio. L’appuntamento, promosso in collaborazione con istituzioni culturali e studiosi del territorio, ha riunito architetti, urbanisti e rappresentanti del mondo accademico. Sala della Protomoteca, Campidoglio Intervento di Marion Waller comune di Parigi Direttrice Generale del Pavillon de l’Arsenal I relatori dopo il saluto del sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri. Hanno preso parte all’incontro: Umberto Vattani Presidente Comitato scientifico Distretto del Contemporaneo, Marion Waller comune di Parigi Direttrice Generale del Pavillon de l’Arsenal, Claudio Parisi Presicce Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali Franco Purini Accademico di San Luca, Rosalia Vittorini Membro del Comitato Scientifico Distretto del Contemporaneo. I temi affrontati tutti molto interessanti e concentrati su alcuni nodi cruciali: – la necessità di superare la visione di Roma come semplice città‑museo, – la valorizzazione dell’architettura del Novecento romano, – la definizione di una nuova forma urbis contemporanea, – il ruolo strategico del Tevere come asse culturale e urbanistico, – la costruzione di un distretto del contemporaneo capace di dialogare con la storia millenaria della città. Un progetto per la Roma del futuro Durante l’incontro è stato presentato il progetto Roma Terzo Millennio, un percorso di studio e pianificazione che mira a ripensare la città in chiave moderna, sostenibile e culturalmente attiva. L’obiettivo è restituire a Roma una visione internazionale, capace di coniugare tutela del patrimonio e innovazione. L’evento si è concluso con l’impegno condiviso di proseguire il confronto nei prossimi mesi, coinvolgendo istituzioni, professionisti e cittadini in un dialogo aperto sul futuro della Capitale. Saluto del Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri Umberto Vattani Presidente Comitato scientifico Distretto del Contemporaneo La direttrice Carmela Brunetti con Marion Waller comune di Parigi Direttrice Generale del Pavillon de l’Arsenal

Padre Fedele un monumento per ricordare la sua missione sociale e umanitaria

Padre Fedele un monumento per ricordare la sua missione sociale e umanitaria Michele Marchese, Presidente del Cna di Cosenza affida all’arte la rievocazione della figura di Padre Fedele, la comunicazione del valore della memoria, il valore civico della sua missione sociale e umanitaria. Non solo un’espressione estetica ma di aggregazione nella reciprocità e nel rispetto delle diversità sociali. L’opera commissionata dal Presidente del Cna all’artista Salvador Gaudenti ha la finalità di diffondere i valori della convivenza, i temi dell’uguaglianza, dell’inclusione e della giustizia sociale, contribuendo a costruire una società più coesa. Padre Fedele, una vita al servizio dei più poveri, dei malati e degli emarginati, un lavoro instancabile tra le vittime della povertà. Le sue missioni in Africa hanno devoluto premure e dedizione, all’assistenza medica anche ai lebbrosi, un modello per le nuove generazioni cosentine. Nel 2000, Enzo e Carlo Bilotti, hanno donato a Padre Fedele il terreno edificatorio in via Romualdo Montagna per realizzare il suo progetto, “casa d’accoglienza di persone sole e abbandonate, portatori di handicap, anziani, minori senza genitori, ragazze madre ed in genere persone che abbiano bisogno di aiuto materiale e morale” (Atto notaio Stefania Lanzillotti nr. 48689 rep. 14894), per merito dell’Oasi non ci sono più barboni per strada, è un primato della Città di Cosenza. Per Carlo Bilotti, l’arte inserita nel tessuto urbano significa riscrive la politica strategica del territorio che restituisce la congiunzione arte e inclusione sociale. La rigenerazione nel segno della creatività, la coesione tra gli abitanti, l’integrazione ambientale quotidiana salda il rapporto tra cittadini, arte ed architettura, dando forme intorno alle persone, una sponda dialettica dove può identificarsi la comune consapevolezza sociale dello spazio pubblico dell’abitare all’insegna dei valori comuni. Per questo Carlo Bilotti avrebbe appoggiato l’iniziativa di Michele Marchese.La responsabilità civica di ogni cittadino nel diffondere questi valori può essere espressa contribuendo alla raccolta fondi su IBAN IT11E0306909606100000417531 intestato alla CNA Cosenza, causale “progetto statua Padre Fedele Bisceglie”, per inserire negli spazi pubblici i nostri valori etici, civici e di condivisione. Marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona

Maggio Museale 2026: la Sapienza celebra arte, scienza e cultura nella Notte Europea dei Musei

Maggio Museale 2026: la Sapienza celebra arte, scienza e cultura nella Notte Europea dei Musei A cura del direttore responsabile Carmela Brunetti La città universitaria della Sapienza si prepara ad accogliere il pubblico per la nona edizione di Maggio Museale, in programma sabato 23 maggio 2026, un’intera giornata dedicata alla scoperta del patrimonio culturale dell’Ateneo e inserita nel calendario della Notte Europea dei Musei. Dalle 15.00 alle 24.00, con ingresso e parcheggio gratuiti, il nuovo Polo Museale – Sapienza Cultura , aprirà le porte di diciassette musei, laboratori e centri di ricerca, offrendo un ricco palinsesto di mostre, visite guidate, seminari e attività per tutte le età. L’edizione 2026 si presenta come un grande evento,per la prima volta, musei, orto botanico, teatro, musica e cinema confluiscono in un’unica struttura coordinata, ampliando l’offerta culturale e rafforzando la vocazione multidisciplinare del Polo.Il programma si distingue per la varietà dei linguaggi e dei temi affrontati, dall’archeologia alla geografia, dalla medicina alla fisica, fino all’arte contemporanea. Tra gli appuntamenti di maggior rilievo spicca l’inaugurazione della mostra “Etruscan Blue, Etruscan Gold” al Museo delle Antichità Etrusche e Italiche, un percorso dedicato al valore simbolico del blu egizio e dell’oro nei santuari etruschi. Il Museo della Geografia propone invece “Geografie Sonore”, un viaggio immersivo attraverso mappe, documenti e paesaggi acustici, mentre il MLAC dedica una grande antologica ad Alì Assaf, con performance e proiezioni inedite. Ampio spazio è riservato ai più piccoli, con decine di laboratori ludico‑didattici: dalla ricostruzione degli strumenti preistorici al mestiere del paleontologo, dalla botanica fantastica alle tecniche di tessitura, fino alle esplorazioni digitali del Centro SIEH. Non mancano momenti di approfondimento scientifico, come il seminario sulle onde gravitazionali al Museo di Fisica o il percorso interattivo “Algoritmi in corsia” al Museo di Storia della Medicina, che introduce il pubblico alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica. La serata culminerà con il concerto dell’Ensemble MuSa Blues nella Sala Odeion del Museo dell’Arte Classica, che inaugurerà ufficialmente la Notte dei Musei. Un’occasione unica per vivere la Sapienza come un grande campus culturale aperto alla città, dove ricerca, divulgazione e creatività dialogano in un’atmosfera raffinata e inclusiva. Clicca qui per approfondire: https://polomuseale.web.uniroma1.it/it/maggio-museale-e-notte-dei-musei-23-maggio-2026 Museum May 2026: Sapienza Celebrates Art, Science and Culture During the European Night of Museums Curated by editor-in-chief Carmela Brunetti Sapienza University’s campus is preparing to welcome visitors for the ninth edition of Maggio Museale, scheduled for Saturday, May 23, 2026, a full day dedicated to discovering the University’s cultural heritage, included in the official program of the European Night of Museums. From 3:00 PM to midnight, with free admission and parking, the new Museum Hub – Sapienza Cultura will open the doors of seventeen museums, laboratories and research centers, offering a rich program of exhibitions, guided tours, seminars and activities for all ages. The 2026 edition takes shape as a major cultural event. For the first time, museums, the botanical garden, theater, music and cinema come together within a single coordinated structure, expanding the cultural offering and strengthening the multidisciplinary vocation of the Hub. The program stands out for the variety of languages and themes explored, ranging from archaeology to geography, from medicine to physics, all the way to contemporary art. Among the highlights is the opening of the exhibition “Etruscan Blue, Etruscan Gold” at the Museum of Etruscan and Italic Antiquities, an exhibition dedicated to the symbolic value of Egyptian blue and gold in Etruscan sanctuaries. The Museum of Geography presents “Sound Geographies”, an immersive journey through maps, documents and sonic landscapes, while the MLAC hosts a major retrospective dedicated to Alì Assaf, featuring performances and previously unseen screenings. Special attention is devoted to younger audiences, with dozens of educational and interactive workshops: from reconstructing prehistoric tools to discovering the work of paleontologists, from imaginative botany to weaving techniques, up to digital explorations organized by the SIEH Center. The program also includes scientific in-depth events, such as the seminar on gravitational waves at the Museum of Physics and the interactive experience “Algorithms in the Ward” at the Museum of the History of Medicine, introducing visitors to the applications of artificial intelligence in clinical practice. The evening will culminate with a concert by the MuSa Blues Ensemble in the Odeion Hall of the Museum of Classical Art, officially inaugurating the Night of Museums. A unique opportunity to experience Sapienza as a large cultural campus open to the city, where research, education and creativity engage in dialogue within a refined and inclusive atmosphere. Click here to learn more: https://polomuseale.web.uniroma1.it/it/maggio-museale-e-notte-dei-musei-23-maggio-2026

AI WEIWEI’S TURANDOT: The Chinese artist’s operatic debut premieres (in preview) at the Festival dei Popoli

AI WEIWEI’S TURANDOT: The Chinese artist’s operatic debut premieres (in preview) at the Festival dei Popoli by Carmelita Brunetti Il potente documentario diretto da Maxim Derevianko sarà presentato in anteprima nazionale alla 66ª edizione del Festival dei Popoli, in programma a Firenze dall’1 al 9 novembre 2025. Il documentario “AI WEIWEI’S TURANDOT”, arriva in anteprima nazionale come evento speciale alla 66ª edizione del Festival dei Popoli, il più importante festival internazionale dedicato al cinema documentario in Italia e il più antico d’Europa.La proiezione è in programma martedì 4 novembre 2025 nella sezione Doc Highlights, alla presenza del regista Maxim Derevianko, della produttrice italiana Marta Zaccaron e della produttrice americana Christine La Monte. L’arte in questo docufilm viene presentato come come atto politico e umano.Il film segue Ai Weiwei, artista e attivista di fama mondiale, durante la sua prima regia operistica per la Turandot di Puccini al Teatro dell’Opera di Roma. Il documentario trasforma il capolavoro pucciniano in una piattaforma artistica e politica, esplorando i temi universali della libertà, della resistenza e della verità attraverso lo sguardo di un artista che ha sempre usato l’arte come forma di denuncia. Attraverso immagini inedite e riflessioni intime, “AI WEIWEI’S TURANDOT” diventa un viaggio tra arte, attivismo e memoria collettiva, offrendo una profonda riflessione sul ruolo dell’arte nei momenti di crisi globale. Un dialogo tra culture e libertà Girato tra il 2020 e il 2022, durante la pandemia da Covid-19, il film si interroga su domande fondamentali:“Che cos’è l’arte? E perché ne abbiamo bisogno?”La coreografa Chiang Ching, collaboratrice di lunga data di Ai Weiwei, descrive Turandot come uno specchio della vita stessa dell’artista: una storia di resistenza, identità e ricerca della verità.In questo intreccio, l’opera lirica diventa strumento di libertà e riflessione sociale. La visione di Maxim Derevianko Per il regista Maxim Derevianko, il documentario è anche un progetto personale. Figlio del celebre ballerino russo Vladimir Derevianko, dissidente del Bolshoi costretto a fuggire dalla Russia nel 1982, il regista riconosce nella storia di Ai Weiwei una vicinanza profonda.«Conoscevo Ai Weiwei come un simbolo della libertà di parola», afferma Derevianko. «Mio padre ha combattuto per la libertà artistica, e attraverso il suo esempio ho imparato che Everything is art. Everything is politics.» Con “AI WEIWEI’S TURANDOT”, Derevianko realizza un tributo al potere dell’arte come forma di libertà e amore universale, ricordando che gli artisti sono combattenti e attivisti al servizio della verità.Arte come terapia, come cua per affrontare e risolvere problemi psicologici, o malattie terminali. Produzione e crediti “AI WEIWEI’S TURANDOT” è una produzione Incipit Film e La Monte Productions, in associazione con AC Films, White Feathers Films e Homemade Entertainment LLC.Il progetto ha ricevuto il sostegno di Fondo Audiovisivo FVG, Io Sono Friuli Venezia Giulia, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, e la collaborazione del Teatro dell’Opera di Roma. The powerful documentary directed by Maxim Derevianko will have its Italian premiere at the 66th edition of the Festival dei Popoli, scheduled to take place in Florence from November 1 to 9, 2025.The film, “AI WEIWEI’S TURANDOT”, arrives as a special event at the 66th edition of the Festival dei Popoli — Italy’s most important international documentary film festival and the oldest in Europe.The screening is set for Tuesday, November 4, 2025, within the Doc Highlights section, in the presence of director Maxim Derevianko, Italian producer Marta Zaccaron, and American producer Christine La Monte. Art as a political and human act The documentary follows world-renowned artist and activist Ai Weiwei during his first operatic direction — Puccini’s Turandot at the Teatro dell’Opera di Roma.The film transforms Puccini’s masterpiece into both an artistic and political platform, exploring universal themes of freedom, resistance, and truth through the gaze of an artist who has always used art as a form of protest. Through unreleased footage and intimate reflections, “AI WEIWEI’S TURANDOT” becomes a journey across art, activism, and collective memory, offering a profound meditation on the role of art in times of global crisis. A dialogue between cultures and freedom Filmed between 2020 and 2022, during the Covid-19 pandemic, the film raises fundamental questions: “What is art? And why do we need it?” Choreographer Chiang Ching, Ai Weiwei’s longtime collaborator, describes Turandot as a mirror of the artist’s own life — a story of resistance, identity, and the pursuit of truth.Within this narrative, opera becomes a tool for freedom and social reflection. The vision of Maxim Derevianko For director Maxim Derevianko, the documentary is also a deeply personal project.The son of Vladimir Derevianko, the celebrated Russian dancer and Bolshoi dissident forced to flee Russia in 1982, Maxim finds a profound kinship with Ai Weiwei’s story. “I knew Ai Weiwei as a symbol of freedom of speech,” says Derevianko.“My father fought for artistic freedom, and through his example I learned that Everything is art. Everything is politics.” With “AI WEIWEI’S TURANDOT”, Derevianko pays tribute to the power of art as a form of freedom and universal love, reminding us that artists are fighters and activists in service of truth.Art as therapy — as a cure for confronting and healing psychological wounds or even terminal illness. Production and credits “AI WEIWEI’S TURANDOT” is a production by Incipit Film and La Monte Productions, in association with AC Films, White Feathers Films, and Homemade Entertainment LLC.The project was supported by Fondo Audiovisivo FVG, Io Sono Friuli Venezia Giulia, and the Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, in collaboration with the Teatro dell’Opera di Roma.

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