Roberto Pestarino al 9th Incheon Open Port International Photography Festival

Roberto Pestarino al 9th Incheon Open Port International Photography Festival Roberto Pestarino protagonista italiano al 9th Incheon Open Port International Photography Festival- “Beyond the Tide” Roberto Pestarino, Italian Highlight at the 9th Incheon Open Port International Photography Festival- “Beyond the Tide” Il 9th Incheon Open Port International Photography Festival- “Beyond the Tide” ha aperto le sue porte trasformando la città marittima di Incheon in un crocevia internazionale di linguaggi fotografici, riflessioni ambientali e dialoghi culturali. In questa edizione, che conferma il ruolo del festival come piattaforma globale dedicata alla fotografia contemporanea, spicca la presenza dell’artista italiano Roberto Pestarino, invitato all’interno della prestigiosa International Photo Exchange Exhibition of 11 Countries: Ocean and Environment. The 9th Incheon Open Port International Photography Festival- “Beyond the Tide” opened its doors by transforming the maritime city of Incheon into an international crossroads of photographic languages, environmental reflections, and cultural dialogue. In this edition, which reaffirms the festival’s role as a global platform for contemporary photography, the presence of Italian artist Roberto Pestarino stands out prominently within the prestigious International Photo Exchange Exhibition of 11 Countries: Ocean and Environment. La manifestazione, radicata nella profonda identità storica e portuale di Incheon, si propone come unosservatorio privilegiato sulle trasformazioni degli oceani e sugli ecosistemi minacciati. Il Direttore Esecutivo Lim Sang-seob ha sottolineato come l’obiettivo del festival sia quello di portare alla luce le criticità ambientali che l’umanità sta affrontando- dalla crisi climatica all’inquinamento marino, fino alle minacce alla biodiversità- esplorando un futuro sostenibile di coesistenza tra uomo e oceano. Rooted in Incheon’s deep historical and maritime identity, the festival serves as a privileged observatory on the transformations of the oceans and endangered ecosystems. Executive Director Lim Sang-seob emphasized that the aim of the festival is to shed light on the environmental challenges humanity is facing-from the climate crisis to marine pollution and threats to biodiversity-while exploring a sustainable future of coexistence between humans andthe ocean. Roberto Pestarino: lo sguardo italiano sul mare e sulle sue metamorfosi Roberto Pestarino: The Italian Perspective on the Sea and Its Transformations La partecipazione di Roberto Pestarino rappresenta uno dei momenti più significativi dell’edizione 2026. La sua ricerca, da sempre attenta alle relazioni tra paesaggio, memoria e trasformazione, si inserisce con autorevolezza nel dialogo internazionale proposto dal festival. Le sue opere, capaci di coniugare rigore formale e sensibilità poetica, offrono una lettura personale e profondamente contemporanea del rapporto tra l’uomo e l’ambiente marino, contribuendo a delineare un panorama visivo che attraversa undici nazioni e altrettante prospettive artistiche. Roberto Pestarino’s participation is one of the most significant highlights of the 2026 edition. His artistic research-always attentive to the relationships between landscape, memory, and transformation-enters the festival’s international dialogue with authority. His works, combining formal precision with poetic sensitivity, offer a personal and deeply contemporary interpretation of the relationship between humans and the marine environment, contributing to a visual panorama that spans eleven countries and as many artistic perspectives. Unfestival articolato in sette sezioni espositive A Festival Structured into Seven Exhibition Sections Il pubblico è accolto da un percorso ricco e stratificato, suddiviso in sette sezioni principali: The festival welcomes visitors with a rich and layered itinerary divided into seven main sections: ▪ International Photo Exchange Exhibition of 11 Countries: Ocean and Environment ▪ IncheonWorld University Photography Festival: Identity of Photography ▪ Linking the Yellow Sea ▪ Narration of Incheon ▪ Contemporary Chinese Photography ▪ TheOpenPortsinthe Glover Albums ▪ Breathof the Planet: From the Polar Oceans A completare il programma, il festival propone anche eventi speciali come l’esperienza di fotografia al collodio umido e sessioni di portfolio review. Special events such as wet plate collodion photography experiences and portfolio review sessions further enrich the program. Informazioni sull’evento Event Overview Periodo espositivo: 25 luglio- 5 agosto 2026 Exhibition Period: July 25- August 5, 2026 Opening: 25 luglio, ore 15:00, Sangsang Platform Opening Ceremony: July 25, 3:00 PM, Sangsang Platform Luoghi: Korea-China Cultural Center, Overseas Chinese History Museum, Sangsang Platform, Gwandong Gallery, Space Haean, Dodeun Gallery, Gallery Rosa, pot R Venues: Korea-China Cultural Center, Overseas Chinese History Museum, Sangsang Platform, Gwandong Gallery, Space Haean, Dodeun Gallery, Gallery Rosa, pot R Sito ufficiale: www.iopp.kr Website: www.iopp.kr Organizzazione: Photo Design Group Host/Organizer: Photo Design Group Sponsor: Incheon Metropolitan City, Incheon Foundation for Arts & Culture Sponsor: Incheon Metropolitan City, Incheon Foundation for Arts & Culture Partner: Incheon Tourism Organization, Jemulpo-gu Office, Jemulpo Culture Foundation, Korea Polar Research Institute, e altri Partners: Incheon Tourism Organization, Jemulpo-gu Office, Jemulpo Culture Foundation, Korea Polar Research Institute, and others.

Il richiamo dell’Aranciera: i primi vent’anni del Museo Bilotti tra memorie di de Chirico, visioni in 3D e icone della fotografia

Il richiamo dell’Aranciera: i primi vent’anni del Museo Bilotti tra memorie di de Chirico, visioni in 3D e icone della fotografia by Lucrezia Rinaldi C’era un angolo di Villa Borghese dove la storia di Roma non ha mai smesso di stratificarsi, trasformandosi da semplice giardino aristocratico a laboratorio della contemporaneità. Era il Casino dell’Aranciera, un luogo che portava nel nome i segni del passato – quando, dopo i cannoneggiamenti del 1849, fu ricostruito per proteggere gli agrumi dal gelo invernale – e che ha appena vissuto una delle sue tappe più significative. Venerdì 12 giugno, questo spazio unico ha infatti spento venti candeline, celebrando una storia iniziata il 10 maggio 2006. Per l’occasione, le porte si sono spalancate in un abbraccio straordinario e gratuito alla città, prolungando l’accesso fino alle 21.00. L’iniziativa, fortemente voluta da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria) e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, non è stata solo un compleanno istituzionale, ma un vero e proprio manifesto di rinascita urbana e visiva. L’archeologia ha incontrato il futuro La giornata celebrativa non ha seguito i classici binari della ritualità museale, ma ha proposto un’esperienza immersiva capace di far dialogare epoche diverse. Si è cominciato la mattina, alle 11.00, respirando l’atmosfera della mostra “Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione di Valerio De Paolis”, svelata nei suoi dettagli più intimi dalla curatrice Alessandra Mauro. Nel pomeriggio, alle 16.30, i visitatori sono stati invece guidati alla scoperta delle mura dell’edificio e dei suoi segreti ottocenteschi. Il vero scarto narrativo è avvenuto però attraverso l’uso della tecnologia digitale: grazie al lavoro di Sotterranei di Roma, sugli schermi del museo ha preso vita un’inedita proiezione in 3D progettata per esplorare virtualmente i misteriosi e antichi ambienti ipogei posizionati nel piano interrato, solitamente invisibili all’occhio del pubblico. Dal tramonto, la pittura ha ceduto il passo alle vibrazioni sonore nella Sala de Chirico. Alle 18.30, il duo composto da Fabrizio Corso e Furio Valitutti ha dato inizio alle celebrazioni serali con il progetto per basso e chitarra “Singing landscapes”. Subito dopo, l’atmosfera si è fatta cinematografica grazie a Sergio Colicchio e Alessio Mancini, che hanno reinterpretato le più celebri colonne sonore della storia del cinema in un intimo arrangiamento per pianoforte e flauto. Cento sguardi d’autore nel tempio del contemporaneo Al di là degli eventi speciali, l’anniversario è stato un’opportunità irripetibile per riscoprire una delle collezioni permanenti più preziose di Roma, situata al primo piano, dove il monumentale nucleo di opere di Giorgio de Chirico ha dialogato con le intuizioni di maestri del calibro di Andy Warhol, Gino Severini, Larry Rivers, Giacomo Manzù, Mimmo Rotella, Nicola Pucci, Pietro Consagra e Marion Greenstone. A fare da perfetto contrappunto a questo viaggio nel Novecento, la Sala del Ninfeo al pianterreno ha ospitato l’esposizione “Lanterne magiche”, prodotta da Cinema in collaborazione con Contrasto e curata da Alessandra Mauro e Roberto Koch con Suleima Autore (aperta fino al 6 settembre). Una selezione di oltre cento scatti che ha portato a Roma i giganti della fotografia internazionale. Passare da un’istantanea di Henri Cartier-Bresson alle provocazioni di Nobuyoshi Araki o Ren Hang, per poi perdersi nei contrasti di Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Luigi Ghirri o Dennis Hopper, ha permesso di comprendere l’anima profonda del Museo Bilotti: un luogo dove la memoria non è stata un archivio polveroso, ma un organismo vivo che continua a guardare al futuro. The Appeal of the Aranciera: The First Twenty Years of the Museo Bilotti Amidst Memories of de Chirico, 3D Visions, and Icons of Photography There was a corner of Villa Borghese where the history of Rome never stopped layering itself, transforming from a simple aristocratic garden into a laboratory of modernity. It was the Casino dell’Aranciera, a place that carried the signs of the past in its very name—when, following the bombardments of 1849, it was rebuilt to protect citrus trees from the winter frost—and which has just experienced one of its most significant milestones. On Friday, June 12, this unique space blew out twenty candles, celebrating a history that began on May 10, 2006. For the occasion, its doors swung wide in an extraordinary and free embrace to the city, extending access until 9:00 PM. The initiative, strongly backed by Roma Capitale (Department of Culture and Coordination of Initiatives related to Remembrance Day) and the Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, with the organizational support of Zètema Progetto Cultura, was not just an institutional anniversary, but a true manifesto of urban and visual rebirth. Anyone strolling through the avenues of the park immediately noticed a completely renewed graphic and communicative look, designed to ferry the exhibition halls toward the aesthetic challenges of the coming decades. Archaeology Met the Future The celebratory day did not follow the classic tracks of museum ritual but instead offered an immersive experience capable of creating a dialogue between different eras. It began in the morning, at 11:00 AM, breathing in the atmosphere of the exhibition “Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione di Valerio De Paolis” (Magic Lanterns: Photographs from the Collection of Valerio De Paolis), unveiled in its most intimate details by curator Alessandra Mauro. In the afternoon, at 4:30 PM, visitors were instead guided to discover the building’s walls and its nineteenth-century secrets. The real narrative shift, however, came through the use of digital technology: thanks to the work of Sotterranei di Roma, an unprecedented 3D projection came to life on the museum’s screens, designed to virtually explore the mysterious and ancient underground environments located in the basement, usually invisible to the public eye. From sunset, painting gave way to sonic vibrations in the Sala de Chirico. At 6:30 PM, the duo composed of Fabrizio Corso and Furio Valitutti kicked off the evening celebrations with the bass and guitar project “Singing landscapes”. Immediately after, the atmosphere turned cinematic thanks to Sergio Colicchio and Alessio Mancini, who reinterpreted the most famous soundtracks in cinema history in an intimate arrangement for piano and flute. A Hundred Masterly Gazes in the Temple of the Contemporary Beyond the

Incontri Es NovaSound and Visual Experience

Incontri Es NovaSound and Visual Experience by Carmelita Brunetti È un mosaico di strati, di respiri, di vibrazioni che si sfiorano senza mai fondersi del tutto. L’ascoltatore è chiamato a compiere un gesto di sintesi.A unire ciò che è stato separato.A trovare un senso nel disordine poetico dei suoni. Lo spazio dell’installazione diventa così un organismo vivo: accoglie, trasforma, restituisce. È un luogo metabolico, un ventre sonoro in cui le percezioni vengono digerite e restituite sotto forma di esperienza. L’androgino interiore: un mistero che non si risolve IN/CONTRI non cerca risposte. Non vuole spiegare il mistero del maschile e del femminile. Non vuole ridurre l’androgino a un concetto, a un simbolo, a una teoria. Vuole mostrarlo.Vuole farlo sentire.Vuole far percepire allo spettatore che, dietro ogni gesto, ogni respiro, ogni sguardo, opera una doppia forza che ci abita e ci plasma. Ogni immagine è una meditazione visiva.Ogni suono è un varco.Ogni frammento è un invito a riconoscere la nostra natura più profonda: quella di esseri in continua trasformazione, sospesi tra forma e superamento della forma. Un progetto che non si guarda: si attraversa IN/CONTRI è un’esperienza.Un passaggio.Un incontro – con l’altro, ma soprattutto con sé stessi. È un’opera che non chiede di essere capita, ma sentita.Non chiede di essere interpretata, ma abitata. Perché ciò che mostra non è un’immagine esterna, ma un movimento interno: la danza invisibile che ci rende vivi, completi, umani.Le fotografie di Erica Agostini sono in bianco e nero evanescente, brumaonirica di liquidi,pigmenti e tracce. L’installazione fotografica è accompagnata quindidalla musicafatta di frammenti discontinui.Uno dei concetti chiave del progetto è sicuramente la partecipazioneattiva del pubblico; lo spettatore è chiamato a ricomporre dei frammentidi una delle fotografie in uno spazio vivo che accoglie le percezioni,trasformandole e le restituendole come un contenitore metabolico. L’evento è visitabile fino al 28 giugno 2026 presso F’Art spazio Arti VisiveContemporanee (L’Aquila). https://esnovamusic.com/

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