L’Addio alla Regina dei Pois: Si è Spenta a 97 Anni Yayoi Kusama
L’Addio alla Regina dei Pois: Si è Spenta a 97 Anni Yayoi Kusama By Carmelita Brunetti Il mondo dell’arte contemporanea perde una delle sue figure più iconiche, visionarie e amate del’900. Kusama nata ha trasformato le sue ossessioni visive, le sue allucinazioni e la sua fragilità psicologica in un linguaggio artistico universale e immortale. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dalla sua Fondazione, confermando che l’artista è deceduta in ospedale a Tokyo il 14 agosto 2026. La notizia è stata data alla stampa il 26 agosto. Fino ai suoi ultimi giorni, Kusama non ha mai smesso di dipingere. Mi piace ricordare quello che diceva: «l’arte è l’unico modo per curare e salvare l’anima». Un’esistenza trasformata in opera d’arte Nata a Matsumoto nel 1929, la vita di Yayoi Kusama è stata una lunga sfida contro i propri demoni. Fin dall’infanzia iniziò a soffrire di vivide allucinazioni: campi di fiori che le parlavano. Invece di farsi schiacciare da queste visioni, prese un pennello e decise di esorcizzarle, proiettandole sulla tela. Dopo aver rifiutato le rigidità della società giapponese del dopoguerra, negli anni Cinquanta si trasferì a New York. Lì si impose con coraggio nella scena d’avanguardia dominata dagli uomini — influenzando colleghi del calibro di Andy Warhol e Donald Judd — attraverso performance provocatorie, “happenings” pacifisti contro la guerra in Vietnam e le sue prime tele rimaste celebri. Nel 1973, provata dal peggioramento della propria salute mentale e dall’esaurimento nervoso, Kusama rientrò in Giappone. Nel 1977 scelse volontariamente di stabilirsi in un ospedale psichiatrico a Tokyo, struttura che è diventata la sua dimora per il resto della vita. Da lì, ogni mattina, l’artista si recava nel suo atelier situato a pochi passi per continuare a produrre opere d’arte instancabilmente. Dopo decenni di isolamento dal mercato, a partire dagli anni ’90 in poi il mondo si è risvegliato di fronte al suo genio. Le sue Infinity Mirror Rooms — stanze di specchi che creano riflessi all’infinito e catturano l’idea dell’annullamento di sé — le sculture di zucche giganti a pois sono diventate fenomeni culturali globali, capaci di registrare il tutto esaurito nei musei di tutto il mondo. L’eredità di un’icona eterna Riconoscibile all’istante per le sue parrucche colorate e gli abiti coordinati alle sue trame a punti, Yayoi Kusama ha dimostrato che la vulnerabilità umana può trasformarsi in pura forza creatrice. Ha saputo abbattere le barriere tra arte colta e cultura di massa, collaborando con brand di alta moda ed esponendo nei templi dell’arte moderna senza mai perdere la propria autenticità dolorosa e poetica. I suoi pois non erano una semplice decorazione, ma un ponte verso l’infinito. Come amava ricordare l’artista: “Un pallino ha la forma del sole, che è simbolo dell’energia dell’intero mondo e della nostra vita, e ha anche la forma della luna, che è calmo movimento. I pois non possono stare soli. Quando dipingiamo la natura e il nostro corpo con i pois, diventiamo parte dell’umanità dell’ambiente.“ Yayoi Kusama lascia un vuoto incolmabile, ma il suo universo cosmico e colorato continuerà a riflettersi all’infinito negli occhi di chiunque osservi le sue opere.
