Scaringella. L’anima della materia
Scaringella. L’anima della materia Mostra personale al Museo Carlo Bilotti, Roma – dal 7 novembre 2025Intervista a cura di Carmela Brunetti per ArtonWorld.com Nel cuore di Villa Borghese, il Museo Carlo Bilotti accoglie la nuova mostra personale della scultrice Scaringella artista capace di trasformare il marmo in una vibrazione di luce e grazia. Le sue opere, spesso composte da piccole sculture che si uniscono in installazioni di sorprendente equilibrio, rivelano un linguaggio intimo e contemporaneo, dove la materia diventa preghiera e la forma si fa respiro.Stabilitasi a Carrara, Scaringella ha scelto di lavorare a contatto con la pietra più nobile e luminosa, trasformandola in simbolo di rinascita spirituale e sostenibilità. Le sue creazioni raccontano l’armonia tra forza e leggerezza, tra il gesto umano e l’energia della natura, fondendo principi orientali e tradizione scultorea italiana in una visione profondamente personale. D. Le sue opere colpiscono per la delicatezza dei dettagli e per la capacità di fondersi in grandi installazioni dal forte impatto visivo. Come nasce questa idea di unire piccoli frammenti per creare un’opera totale? R.Amo pensare che ogni piccola scultura sia un frammento di un racconto più ampio, come una parola all’interno di un poema. Il gesto di unire, di comporre, è per me un atto meditativo e simbolico: rappresenta la connessione tra le parti, tra gli esseri umani e la natura, tra la materia e lo spirito. Ogni frammento conserva la propria identità, ma solo insieme trova il suo significato completo. D. Lei ha scelto Carrara come città dove vivere e lavorare. Cosa rappresenta per lei il marmo di Carrara? R.Carrara è un luogo sacro per chi ama la scultura. Il marmo che nasce da quelle montagne ha una luce interiore, una memoria antica che mi parla ogni volta che scolpisco. Lavorare qui significa entrare in dialogo con la materia, ascoltarne i ritmi e rispettarne i tempi. È anche un modo per radicarmi in una tradizione millenaria, ma con uno sguardo contemporaneo, aperto alla sperimentazione. D. Nei suoi lavori emerge una forte attenzione ai valori della sostenibilità. In che modo questo principio entra nel suo processo creativo? R.La sostenibilità per me non è solo un tema etico, ma un modo di vivere e creare. Utilizzo spesso frammenti di marmo recuperati, scarti di lavorazione che trasformo in nuove forme. È un gesto di rispetto verso la materia e verso la natura che ce la offre. Credo che l’arte debba insegnare anche questo: la possibilità di rigenerare, di dare nuova vita a ciò che sembra perduto. D. Lei parla spesso di spiritualità e di principi orientali come fonte d’ispirazione. In che modo questi valori influenzano la sua ricerca artistica? R.Mi ispiro alla filosofia zen e al concetto di equilibrio interiore. Nella scultura, come nella vita, cerco la semplicità e la purezza del gesto. Ogni segno, ogni levigatura, ogni vuoto ha un senso preciso. La spiritualità per me è la capacità di ascoltare il silenzio della materia, di trasformarlo in forma, e di restituire al pubblico un’emozione autentica, una pausa di consapevolezza nel ritmo frenetico del presente. Titolo mostraDeus sive naturaOpere di Silvia ScaringellaA cura di Maila BuglioniAperta fino al 25 gennaio 202
