Marta Petrusewicz. Testimony of Marquis Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona

Marta Petrusewicz. Testimony of Marquis Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona La scomparsa di Marta Petrusewicz è un dolore personale e una grande perdita per il nostro territorio. Raffinata e appassionata intellettuale ha coniugato i suoi impegni universitari (Unical, Università di New York e Princeton) e politici attraverso la realizzazione di progetti dove cultura e sociale si fondono.Animata dall’amore dei luoghi che l’hanno accolta, ha promosso e valorizzato iniziative di grande impatto sociale e culturale diventando vero motore del Sistema di valorizzazione della regione. Marta Petrusewicz ha compreso il passato e immaginato il futuro per Rende antica con intuito, progettualità e spiccata visione internazionale. Storia, cultura, identità e coscienza civica, che lasciano al futuro la tessitura di un significativo passato, saldando quello che è stato e ciò che sarà, ripristinando la memoria sociale dei luoghi e il sentimento ad esse associato. Marta, Alfredo Pirri e Bilotti per le vetrate al castello Da assessora alla cultura con straordinaria visione e altrettanta determinata passione ha contribuito a sviluppare il progetto “Rende Borgo dei Musei” un programma di rigenerazione urbana, di rilancio turistico, economico e sociale diretto a invertire il processo di declino e di spopolamento. Il borgo di Rende con rinnovata identità di polo culturale, con la sua straordinaria rete di musei potrebbe costituire offerta per una giornata, favorendo lo sviluppo, anche con agevolazioni fiscali per commercianti, artigiani e artisti, creando indotto pe la rivitalizzazione con nuove attività commerciali – una immersione che rintraccia le coordinate visive di un dialogo che rispecchia intuito e sensibilità e dove prevale l’interpretazione della cultura come valore pubblico. Marta aveva pensato ad un intervento sistemico e concertato che coinvolgesse istituzioni, cittadini inconsapevoli del potenziale di ciò che hanno, risorse, infrastrutture e servizi, riattivazione degli esercizi commerciali, in un modulo integrato di valorizzazione e di promozione, sostenuto da un sistema di comunicazione, siti informativi e segnaletica. Aveva ipotizzato Rende come estensione del campus universitario. Residenzialità per gli studenti nel convento delle clarisse e i recuperati palazzi Basile e Martino alla Giudecca sedi di dipartimenti, corsi, residenze d’artista, start up e Kunsthalle, aggregazione e coesione da ritrovare nell’atmosfera delle antiche costruzioni. Ha sostenuto la donazione de’ Angelis delle vetrate di Alfredo Pirri sui torrioni del castello con sovrapposizioni di cerchi che diffondono la luce in un dialogo continuo tra lo spazio fisico e la memoria, e nuove opere dall’informale, espressionismo astratto, pop art, minimalismo fino all’arte concettuale e ambientale. Ha promosso la realizzazione del nuovo Museo della ceramica di Calabria nel palazzo Magdalone rifunzionalizzando gli spazi dismessi dal Ristorante Pantagruel. Una panoramica cronologica e geografica regionale documentata da reperti classici magno-greci e romani, alle testimonianze delle culture angioine e aragonesi, alla maiolica seicentesca da spezieria conventuale e da farmacia fino alle morfologie e decorazioni popolari.Una vita piena di valori che ha profuso e difeso con energia in ogni espressione del suo operato, un ricco tragitto poliedrico lungo, impegnativo e di rapporti umani aperti, attenti e partecipati. Nel suo buen retiro di Arcavacata con Franco, i gatti, l’orto, ho trovato accoglienza affettuosa e generosa, allegra e stimolante. Marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona Ariel Mafai in occasione donazioni opere Mario Mafai e Antonietta Raphael al Museo arte contemporanea nel castello Rende The passing of Marta Petrusewicz is both a personal sorrow and a great loss for our territory. A refined and passionate intellectual, she was able to combine her academic commitments (University of Calabria, New York University and Princeton University) with her political engagement through projects in which culture and social responsibility were deeply intertwined. Driven by a genuine love for the places that welcomed her, she promoted and enhanced initiatives of great social and cultural impact, becoming a true driving force behind the region’s system of cultural valorisation. Marta Petrusewicz understood the past and imagined the future of Rende Antica with intuition, planning capacity and a strong international vision. History, culture, identity and civic awareness were, for her, threads weaving a meaningful past into the future, reconnecting what has been with what will be, restoring the social memory of places and the emotions associated with them. As Councillor for Culture, with extraordinary vision and equal determination, she contributed to the development of the project “Rende Borgo dei Musei”, an urban regeneration programme aimed at cultural, tourist, economic and social revival, designed to counteract decline and depopulation. The village of Rende, with its renewed identity as a cultural hub and its extraordinary network of museums, could offer visitors a full day’s experience, fostering development through measures such as tax incentives for shopkeepers, artisans and artists, and generating economic spin-offs for revitalisation through new commercial activities. It was an immersive vision that traced the visual coordinates of a dialogue shaped by intuition and sensitivity, grounded in the idea of culture as a public value. Marta envisioned a systemic and coordinated intervention involving institutions, citizens often unaware of the potential surrounding them, resources, infrastructures and services, the reactivation of commercial activities, all within an integrated model of enhancement and promotion supported by communication systems, informational websites and signage. She imagined Rende as an extension of the university campus: student housing in the former Clarisse convent, the restored Basile and Martino palaces in the Giudecca as locations for departments, courses, artist residencies, start-ups and a Kunsthalle, spaces of aggregation and cohesion rediscovered within the atmosphere of historic architecture. She supported the De’ Angelis donation of Alfredo Pirri’s stained-glass installations on the castle towers, with overlapping circles diffusing light in a continuous dialogue between physical space and memory, alongside new works ranging from Informal art, Abstract Expressionism, Pop Art and Minimalism to Conceptual and Environmental art. She also promoted the creation of the new Museum of Calabrian Ceramics in Palazzo Magdalone, repurposing the spaces formerly occupied by the Pantagruel restaurant. The museum offers a regional chronological and geographical overview, documented through artefacts ranging from Magna Graecia and Roman finds to Angevin and Aragonese cultures, from seventeenth-century conventual and pharmaceutical maiolica to popular forms and decorations. It was a life rich in values, which she shared

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