Adalberto Sessa: Il Movimento come Stato della Mente, tra Pixel e Acrilico

Adalberto Sessa: Il Movimento come Stato della Mente, tra Pixel e Acrilico by Lucrezia Rinaldi Nel panorama dell’arte sperimentale italiana, la figura di Adalberto Sessa (Milano, 1954) si distingue per un percorso pionieristico capace di traghettare l’astrattismo geometrico dall’analogico al digitale. La sua formazione si consolida al Liceo Artistico di Brera nel biennio 1970/1971 sotto la guida di Bobo Piccoli; qui, folgorato dalle Avanguardie storiche e da Piet Mondrian, Sessa matura l’urgenza di animare la forma oltre i confini bidimensionali del quadro. Questa profonda necessità espressiva lo spinge a sperimentare prima con la fotografia in camera oscura e i cinepoemi in Super8, per poi iscriversi nel 1976 alla Civica Scuola di Cinema e all’Accademia di Brera. La svolta operativa giunge a metà degli anni Novanta con la Computer Art e la computer grafica 3D appresa allo IED di Milano. Tra l’esordio con Il volo del 1999 e la successiva svolta concettuale di Quinta dimensione del 2000, l’artista avvia un ventennio monumentale di videoarte caratterizzato da flussi geometrici policromi, ipnotici e psichedelici. La sua produzione riceve ampi riconoscimenti internazionali dalla critica e dai festival di settore nel corso degli anni Duemila, trovando spazio all’Abstracta Film Festival di Roma con proiezioni al Living Theatre di New York e a Il Cairo, nell’annuario d’eccellenza del Videoart Yearbook coordinato dall’Università di Bologna, e infine al Punto y Raya Festival, la massima kermesse mondiale dedicata all’astrazione pura in movimento. Nel 2020, dopo aver chiuso la felice stagione del video, l’artista compie un affascinante e inaspettato cortocircuito tornando alla pittura acrilica. Libero dalle fatiche tecniche del digitale, Sessa traspone oggi sul cartoncino ruvido lo stesso identico concetto di multiplo formale e cinetico da cui era partito. I suoi quadri attuali, vibranti di colori vivaci, dialogano apertamente con l’Arte Concreta, l’Optical Art e le correnti analitico-geometriche degli anni Settanta, dimostrando concretamente che il movimento, prima di essere un fatto tecnologico, è uno stato della mente. Adalberto Sessa: Movement as a State of Mind, Between Pixels and Acrylic by Lucrezia Rinaldi Within the landscape of Italian experimental art, the figure of Adalberto Sessa (Milan, 1954) stands out for a pioneering journey capable of bridging the gap between analog and digital geometric abstraction. His artistic education was consolidated at the Brera Art High School during the 1970/1971 two-year period under the guidance of Bobo Piccoli. Here, deeply inspired by the historical Avante-gardes and Piet Mondrian, Sessa developed an urgent need to animate form beyond the two-dimensional boundaries of the canvas. This profound expressive necessity led him to experiment first with darkroom photography and Super8 cine-poems, before enrolling in the Civica Scuola di Cinema and the Brera Academy of Fine Arts in 1976. The operational turning point arrived in the mid-1990s with Computer Art and 3D computer graphics, which he learned at the IED (Istituto Europeo di Design) in Milan. Between his debut with Il volo (1999) and the subsequent conceptual breakthrough of Quinta dimensione (2000), the artist launched a monumental twenty-year period of video art characterized by polychromatic, hypnotic, and psychedelic geometric flows. Throughout the 2000s, his work received extensive international recognition from critics and specialized festivals, earning a place at the Abstracta Film Festival in Rome—with screenings at prominent venues such as the Living Theatre in New York and in Cairo—in the prestigious Videoart Yearbook coordinated by the University of Bologna, and finally at the Punto y Raya Festival, the world’s premier event dedicated to pure abstraction in motion. In 2020, after concluding his successful video art phase, the artist completed a fascinating and unexpected short-circuit by returning to acrylic painting. Liberated from the technical constraints of the digital realm, Sessa now transposes onto rough cardboard the exact same concept of formal and kinetic multiplicity from which he initially departed. His current paintings, vibrant with vivid colors, engage in an open dialogue with Concrete Art, Optical Art, and the analytic-geometric movements of the 1970s, tangibly demonstrating that movement, before being a technological fact, is a state of mind.

Gaeta, l’arte contemporanea abita al Museo Diocesano con “Medina Summer Edition»

Gaeta, l’arte contemporanea abita al Museo Diocesano con “Medina Summer Edition» by Lucrezia Rinaldi Dal 4 al 27 luglio 2026, lo storico Museo Diocesano di Palazzo De Vio, situato in Piazza Cardinale De Vio 9 a Gaeta, si trasforma nel palcoscenico di Medina Summer Edition, una prestigiosa mostra d’arte contemporanea curata da Valeria Rufini Ferranti e Mariacarmela Mazzeo. L’esposizione, nata dalla ricerca di Medina Art Gallery e organizzata in collaborazione con Palazzo De Vio sotto il patrocinio del Comune di Gaeta, si propone come un viaggio immersivo e multisensoriale. Il fulcro tematico della rassegna ruota attorno ai concetti di “passaggio” e “trasformazione”, intesi come dinamiche di relazione ed evoluzione identitaria. In questo scenario, le opere di ventitre artisti internazionali dialogano apertamente con la memoria stratificata del museo, creando un ponte ideale tra passato e presente, visibile e invisibile. Il pubblico potrà scoprire questo suggestivo percorso a partire da sabato 4 luglio alle ore 18:00, momento in cui si terrà il grande evento di inaugurazione. Successivamente, la mostra resterà accessibile per tutto il mese il martedì e il giovedì dalle 16:00 alle 20:00, il venerdì e il sabato con doppio appuntamento (10:00-13:00 e 16:00-20:00) e la domenica mattina dalle 10:00 alle 13:00. Un’occasione imperdibile per vivere lo spazio museale come un luogo vivo di confronto e scoperta culturale. Gaeta: Contemporary Art Takes Center Stage at the Diocesan Museum with “Medina Summer Edition” From July 4 to July 27, 2026, the historic Diocesan Museum of Palazzo De Vio, located at Piazza Cardinale De Vio 9 in Gaeta, will be transformed into the stage for the Medina Summer Edition, a prestigious contemporary art exhibition curated by Valeria Rufini Ferranti and Mariacarmela Mazzeo. Born from the curatorial research of the Medina Art Gallery and organized in collaboration with Palazzo De Vio under the patronage of the Municipality of Gaeta, the exhibition offers an immersive and multisensory journey. The thematic core of the exhibition revolves around the concepts of “passage” and “transformation,” understood as dynamics of relationship and identity evolution. Within this setting, the works of twenty-three international artists engage in an open dialogue with the museum’s layered history, creating an ideal bridge between past and present, the visible and the invisible. The public can experience this evocative journey starting Saturday, July 4, at 6:00 PM, during the grand opening event. Following the opening, the exhibition will remain accessible throughout the month on Tuesdays and Thursdays from 4:00 PM to 8:00 PM, Fridays and Saturdays with double viewing hours (10:00 AM–1:00 PM and 4:00 PM–8:00 PM), and Sundays from 10:00 AM to 1:00 PM. It is an unmissable opportunity to experience the museum space as a living venue for artistic exchange and cultural discovery.

Santa Rosalia a Palermo

Santa Rosalia a Palermo In Sicilia a Palermo si prepara per il 14 luglio una festa d’altri tempi con musica, devozione per il Festino di Santa Rosalia Il manifesto dedicato all’evento del 14 luglio a Palazzo Oneto racconta molto più di una semplice serata estiva: è un frammento di identità palermitana, un intreccio di musica, devozione e architettura che si inserisce nel clima vibrante del Festino di Santa Rosalia, la celebrazione più sentita della città. A curare l’evento in tutta la sua Bellezza e’ Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e Cesira Palmeri di Villalba, si presenta con un’estetica raffinata, impreziosita da motivi floreali e dall’immagine della Santa, quasi a voler ricordare che ogni gesto culturale, a Palermo, è inevitabilmente attraversato dalla tradizione. E’ stato organizzato un momento di musica colta e strumenti della tradizione da condividere insieme agli ospiti alle 19:00, nelle sale storiche di Palazzo Oneto, l’Ensemble Tetra Kordes propone un percorso musicale che unisce la delicatezza dei mandolini, la profondità della mandola e la morbidezza delle chitarre. Il programma spazia da Verdi a Calace, da Piazzolla a Morricone: un viaggio tra lirica, virtuosismo, tango e cinema, pensato per un pubblico che ama la contaminazione colta. La serata prosegue con gli Inni a Santa Rosalia, interpretati da Mariantonietta Campo e arricchiti dalla partecipazione del soprano Valentina Dell’Aversana, a conferma della volontà di unire musica e spiritualità in un’unica narrazione. Il concerto è un momento di socialità aristocratica che richiama la tradizione dei salotti culturali palermitani, dove musica, parola e si intrecciavano per creare relazioni e scambi intellettuali. Alle 21:30, gli ospiti si spostano verso i Quattro Canti, in Via Maqueda 217, per assistere al Festino di Santa Rosalia, la celebrazione che ogni anno trasforma Palermo in un teatro a cielo aperto. Questa festa racconta Palermo attraverso ciò che Palermo sa fare meglio: celebrare la propria identità con eleganza, spiritualità e bellezza. –

NEW VOICES – NEW FREEDOM ESPOSIZIONE COLLETTIVA DI ARTE VISIVA

NEW VOICES – NEW FREEDOM ESPOSIZIONE COLLETTIVA DI ARTE VISIVA La rassegna riunisce sedici artisti provenienti da diversi Paesi, tra cui Italia, Stati Uniti, Canada, Norvegia, Israele. Un dialogo corale che attraversa linguaggi, sensibilità e visioni, dando vita a una kermesse contemporanea in cui la libertà diventa spazio creativo, tensione etica e ricerca artistica. L’evento è curato dalla storica e critica d’arte Carmelita Brunetti e promossa da Artonworld Edizioni – Green Luxury Edition. L’esposizione propone un percorso che mette in relazioni voci nuove e prospettive internazionali valorizzando l’incontro tra arti visive e pensiero critico. Un progetto che celebra la pluralità, l’indipendenza dello sguardo e la capacità dell’arte di interpretare il presente con intensità e visione. La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito artonworld e con testo critico del professore di Estetica Luigi Amato Durante la serata si assisterà alla proiezione video di alcuni artisti espositori, con l’occasione si presenterà l’opera poetica di Salvatore Stancampino ed un libro di poesie erotiche dal titolo Sussurri di Pelle edizione Artonworld della giornalista Lucia De Cicco Artisti in mostra: PIETRO BELLANI EMILIA BERLINGIERI TIZIANA CONTINO FABIJAN MIRIAM GAGLIARDI COSIMO LOBEL ANDRÈA MAHFOUZ ILHAM MONSCHAUER KARIN NENCIONI SILVIA PRETA DANILO PERRUZZA ANNAMARIA PERRUZZA MARCELLO PESTARINO ROBERTO STANCAMPIANO SALVATORE KLEMENTSEN MORTEN KRISTIN INBAL SEDE MEDINA ART GALLERY DI ROMA, VIA MERULANA 220 INAUGURAZIONE 4 SETTEMBRE 2026 ORE 18 Durata mostra Dal 4 settembre al 10 settembre 2026 Orario 10-13 / 15-19 Per informazioni Ufficio stampa ArtonWorld.com Info@artonworld.com

Roma Contemporanea: alla Protomoteca un confronto sul futuro della Capitale

Roma Contemporanea: alla Protomoteca un confronto sul futuro della Capitale Del Direttore Responsabile Carmela Brunetti La Sala della Protomoteca del Campidoglio gremita di giornalisti ed esperti di settore ha ospitato questa mattina l’incontro Roma Contemporanea, un momento di riflessione dedicato che ha posto al centro delle relazioni il rapporto tra la città e le sfide dell’urbanistica del terzo millennio. L’appuntamento, promosso in collaborazione con istituzioni culturali e studiosi del territorio, ha riunito architetti, urbanisti e rappresentanti del mondo accademico. Sala della Protomoteca, Campidoglio Intervento di Marion Waller comune di Parigi Direttrice Generale del Pavillon de l’Arsenal I relatori dopo il saluto del sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri. Hanno preso parte all’incontro: Umberto Vattani Presidente Comitato scientifico Distretto del Contemporaneo, Marion Waller comune di Parigi Direttrice Generale del Pavillon de l’Arsenal, Claudio Parisi Presicce Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali Franco Purini Accademico di San Luca, Rosalia Vittorini Membro del Comitato Scientifico Distretto del Contemporaneo. I temi affrontati tutti molto interessanti e concentrati su alcuni nodi cruciali: – la necessità di superare la visione di Roma come semplice città‑museo, – la valorizzazione dell’architettura del Novecento romano, – la definizione di una nuova forma urbis contemporanea, – il ruolo strategico del Tevere come asse culturale e urbanistico, – la costruzione di un distretto del contemporaneo capace di dialogare con la storia millenaria della città. Un progetto per la Roma del futuro Durante l’incontro è stato presentato il progetto Roma Terzo Millennio, un percorso di studio e pianificazione che mira a ripensare la città in chiave moderna, sostenibile e culturalmente attiva. L’obiettivo è restituire a Roma una visione internazionale, capace di coniugare tutela del patrimonio e innovazione. L’evento si è concluso con l’impegno condiviso di proseguire il confronto nei prossimi mesi, coinvolgendo istituzioni, professionisti e cittadini in un dialogo aperto sul futuro della Capitale. Saluto del Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri Umberto Vattani Presidente Comitato scientifico Distretto del Contemporaneo La direttrice Carmela Brunetti con Marion Waller comune di Parigi Direttrice Generale del Pavillon de l’Arsenal

Comunicato dell’Organizzazione Castelli: rinviata l’inaugurazione della mostra del 26 giugno

Comunicato dell’Organizzazione Castelli: rinviata l’inaugurazione della mostra del 26 giugno COMUNICATO STAMPA Roma, 25 giugno 2026 L’organizzazione Castelli comunica che, a causa di gravi problemi interni di salute che impediscono una buona attività organizzativa, l’inaugurazione della mostra prevista per il 26 giugno 2026 non potrà svolgersi come programmato. Desideriamo esprimere le nostre più sincere scuse ad Artonworld, partner ufficiale dell’evento, e a tutti gli artisti, collezionisti e visitatori che avevano già manifestato interesse per la partecipazione. La mostra collettiva dedicata al tema della Libertà non viene annullata, ma posticipata a settembre 2026. L’evento sarà ospitato in una nuova sede, attualmente in fase di definizione, che verrà comunicata ufficialmente nei prossimi giorni. Rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore informazione e vi aggiorneremo tempestivamente sulla nuova data di inaugurazione e sul programma completo della mostra. Organizzazione Castelli

Padova verso il 2028: la Fondazione Alberto Peruzzo tra i sostenitori della candidatura alla Capitale italiana dell’Arte Contemporanea

Padova verso il 2028: la Fondazione Alberto Peruzzo tra i sostenitori della candidatura alla Capitale italiana dell’Arte Contemporanea Padova si prepara a una sfida culturale di respiro nazionale: la candidatura a Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028, un progetto ambizioso che vede tra i partner principali la Fondazione Alberto Peruzzo, da anni impegnata nella valorizzazione del patrimonio artistico e nella promozione della ricerca contemporanea. La candidatura nasce da una consapevolezza precisa: Padova possiede una identità naturalmente contemporanea, radicata nella sua storia di libertà di pensiero, sperimentazione e dialogo tra saperi. Una città che ha sempre intrecciato arte, scienza e innovazione, trasformando il proprio tessuto urbano in un laboratorio aperto. Una visione condivisa per la città del futuro Il progetto, promosso dal Comune di Padova con il patrocinio della Regione Veneto, si fonda su un titolo programmatico: “Ancora imparo. Esercizi di dissidenza”.Un manifesto che riconosce nell’arte contemporanea uno strumento di conoscenza, confronto e costruzione del futuro. Tra gli obiettivi strategici emergono: In questo quadro, la Fondazione Alberto Peruzzo si distingue per il proprio contributo progettuale e per la capacità di attivare connessioni tra arte, comunità e territorio. Una Direzione Artistica di livello internazionale A guidare Padova 2028 è un team artistico di assoluto rilievo:Maurizio Cattelan, artista padovano di fama globale;Marta Papini, curatrice attenta ai processi partecipativi e agli spazi non convenzionali;Myriam Ben Salah, direttrice della Renaissance Society di Chicago e curatrice del Padiglione francese alla Biennale Arte 2026. Tre figure che condividono una visione comune: l’arte come strumento di relazione, sperimentazione e trasformazione. Accanto alla Direzione Artistica opera un Comitato Scientifico composto da personalità di primo piano:Cecilia Alemani, Card. José Tolentino de Mendonça, Daniela Mapelli e Renzo Piano.Una squadra che testimonia la volontà di costruire un dialogo permanente tra arte, architettura, ricerca scientifica, educazione e spiritualità. Il ruolo della Fondazione Alberto Peruzzo La Fondazione, presieduta e fondata da Alberto Peruzzo e diretta da Marco Trevisan, ha contribuito allo sviluppo del dossier di candidatura, affiancando il Comune di Padova insieme ad altre realtà culturali e fondazioni private della città. La sua presenza nella rete dei partner sottolinea un impegno costante nella promozione dell’arte contemporanea e nella costruzione di un ecosistema culturale aperto, inclusivo e orientato al futuro. Una città che guarda avanti Padova, già riconosciuta per il suo patrimonio storico e scientifico, si propone ora come laboratorio europeo del contemporaneo, capace di connettere università, istituzioni culturali, fondazioni, terzo settore e mondo produttivo. La candidatura a Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028 rappresenta un’occasione per consolidare questa identità e proiettarla verso nuove forme di partecipazione, ricerca e innovazione.

L’Eccellenza del Patrimonio Digitale Europeo: Il Successo del Progetto EUreka3D_XR

L’Eccellenza del Patrimonio Digitale Europeo: Il Successo del Progetto EUreka3D_XR by Lucrezia Rinaldi Si è accolto con grande entusiasmo il successo delle campagne TwinIT di Europeana.eu, diventateormai un’iniziativa faro per la valorizzazione dei beni culturali digitali. In questo contesto dicondivisione dell’identità europea, si è celebrato un traguardo straordinario: il progettoEUreka3D_XR è rimasto l’unico finanziato dall’UE a vedere i propri casi di studio selezionati perben due volte come rappresentanti ufficiali di Cipro.Durante la Presidenza belga del Consiglio dell’Unione Europea, si è scelto il caso di studioLambousa per dimostrare l’efficacia della digitalizzazione 3D avanzata nella salvaguardia delpatrimonio culturale. Successivamente, in occasione della Presidenza cipriota del Consiglio dell’UE2026 (CY2026EU), si è selezionato il progetto Saint Neofytos come contributo formale dell’isola,confermando l’eccellenza scientifica del consorzio.A quanto si è appreso, nessun altro progetto legato allo Spazio Europeo dei Dati del PatrimonioCulturale aveva ottenuto due riconoscimenti consecutivi nelle campagne TwinIT. Si è trattato di unrisultato memorabile, che ha confermato il ruolo strategico di tecnologie come la digitalizzazione3D, l’XR e i gemelli digitali nel tramandare la memoria storica. Si sono quindi porti i più viviringraziamenti e le più sentite congratulazioni a tutti i partner istituzionali, ai ricercatori e aiprofessionisti che hanno reso possibile questo straordinario successo scientifico e culturale. European Digital Heritage Excellence: The Success of the EUreka3D_XR Project Great enthusiasm was expressed for the success of Europeana.eu’s TwinIT campaigns, which havenow become a flagship initiative for the enhancement of digital cultural heritage. Within thisframework of shared European identity, a extraordinary milestone was celebrated: theEUreka3D_XR project remained the only EU-funded initiative to have its case studies selectedtwice as the official representatives of Cyprus.During the Belgian Presidency of the Council of the European Union, the Lambousa pilot casestudy was chosen to demonstrate the effectiveness of advanced 3D digitisation in safeguardingcultural heritage. Subsequently, on the occasion of the Cyprus Presidency of the Council of the EU2026 (CY2026EU), the Saint Neofytos project was selected as the island’s formal contribution,confirming the scientific excellence of the consortium.As was understood, no other project linked to the European Cultural Heritage Data Space hadobtained two consecutive recognitions in the TwinIT campaigns. It was a memorable result,which confirmed the strategic role of technologies such as 3D digitisation, XR, and digital twins intransmitting historical memory. The warmest thanks and congratulations were therefore extended toall institutional partners, researchers, and professionals who made this extraordinary scientific andcultural success possible.

Il richiamo dell’Aranciera: i primi vent’anni del Museo Bilotti tra memorie di de Chirico, visioni in 3D e icone della fotografia

Il richiamo dell’Aranciera: i primi vent’anni del Museo Bilotti tra memorie di de Chirico, visioni in 3D e icone della fotografia by Lucrezia Rinaldi C’era un angolo di Villa Borghese dove la storia di Roma non ha mai smesso di stratificarsi, trasformandosi da semplice giardino aristocratico a laboratorio della contemporaneità. Era il Casino dell’Aranciera, un luogo che portava nel nome i segni del passato – quando, dopo i cannoneggiamenti del 1849, fu ricostruito per proteggere gli agrumi dal gelo invernale – e che ha appena vissuto una delle sue tappe più significative. Venerdì 12 giugno, questo spazio unico ha infatti spento venti candeline, celebrando una storia iniziata il 10 maggio 2006. Per l’occasione, le porte si sono spalancate in un abbraccio straordinario e gratuito alla città, prolungando l’accesso fino alle 21.00. L’iniziativa, fortemente voluta da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria) e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, non è stata solo un compleanno istituzionale, ma un vero e proprio manifesto di rinascita urbana e visiva. L’archeologia ha incontrato il futuro La giornata celebrativa non ha seguito i classici binari della ritualità museale, ma ha proposto un’esperienza immersiva capace di far dialogare epoche diverse. Si è cominciato la mattina, alle 11.00, respirando l’atmosfera della mostra “Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione di Valerio De Paolis”, svelata nei suoi dettagli più intimi dalla curatrice Alessandra Mauro. Nel pomeriggio, alle 16.30, i visitatori sono stati invece guidati alla scoperta delle mura dell’edificio e dei suoi segreti ottocenteschi. Il vero scarto narrativo è avvenuto però attraverso l’uso della tecnologia digitale: grazie al lavoro di Sotterranei di Roma, sugli schermi del museo ha preso vita un’inedita proiezione in 3D progettata per esplorare virtualmente i misteriosi e antichi ambienti ipogei posizionati nel piano interrato, solitamente invisibili all’occhio del pubblico. Dal tramonto, la pittura ha ceduto il passo alle vibrazioni sonore nella Sala de Chirico. Alle 18.30, il duo composto da Fabrizio Corso e Furio Valitutti ha dato inizio alle celebrazioni serali con il progetto per basso e chitarra “Singing landscapes”. Subito dopo, l’atmosfera si è fatta cinematografica grazie a Sergio Colicchio e Alessio Mancini, che hanno reinterpretato le più celebri colonne sonore della storia del cinema in un intimo arrangiamento per pianoforte e flauto. Cento sguardi d’autore nel tempio del contemporaneo Al di là degli eventi speciali, l’anniversario è stato un’opportunità irripetibile per riscoprire una delle collezioni permanenti più preziose di Roma, situata al primo piano, dove il monumentale nucleo di opere di Giorgio de Chirico ha dialogato con le intuizioni di maestri del calibro di Andy Warhol, Gino Severini, Larry Rivers, Giacomo Manzù, Mimmo Rotella, Nicola Pucci, Pietro Consagra e Marion Greenstone. A fare da perfetto contrappunto a questo viaggio nel Novecento, la Sala del Ninfeo al pianterreno ha ospitato l’esposizione “Lanterne magiche”, prodotta da Cinema in collaborazione con Contrasto e curata da Alessandra Mauro e Roberto Koch con Suleima Autore (aperta fino al 6 settembre). Una selezione di oltre cento scatti che ha portato a Roma i giganti della fotografia internazionale. Passare da un’istantanea di Henri Cartier-Bresson alle provocazioni di Nobuyoshi Araki o Ren Hang, per poi perdersi nei contrasti di Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Luigi Ghirri o Dennis Hopper, ha permesso di comprendere l’anima profonda del Museo Bilotti: un luogo dove la memoria non è stata un archivio polveroso, ma un organismo vivo che continua a guardare al futuro. The Appeal of the Aranciera: The First Twenty Years of the Museo Bilotti Amidst Memories of de Chirico, 3D Visions, and Icons of Photography There was a corner of Villa Borghese where the history of Rome never stopped layering itself, transforming from a simple aristocratic garden into a laboratory of modernity. It was the Casino dell’Aranciera, a place that carried the signs of the past in its very name—when, following the bombardments of 1849, it was rebuilt to protect citrus trees from the winter frost—and which has just experienced one of its most significant milestones. On Friday, June 12, this unique space blew out twenty candles, celebrating a history that began on May 10, 2006. For the occasion, its doors swung wide in an extraordinary and free embrace to the city, extending access until 9:00 PM. The initiative, strongly backed by Roma Capitale (Department of Culture and Coordination of Initiatives related to Remembrance Day) and the Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, with the organizational support of Zètema Progetto Cultura, was not just an institutional anniversary, but a true manifesto of urban and visual rebirth. Anyone strolling through the avenues of the park immediately noticed a completely renewed graphic and communicative look, designed to ferry the exhibition halls toward the aesthetic challenges of the coming decades. Archaeology Met the Future The celebratory day did not follow the classic tracks of museum ritual but instead offered an immersive experience capable of creating a dialogue between different eras. It began in the morning, at 11:00 AM, breathing in the atmosphere of the exhibition “Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione di Valerio De Paolis” (Magic Lanterns: Photographs from the Collection of Valerio De Paolis), unveiled in its most intimate details by curator Alessandra Mauro. In the afternoon, at 4:30 PM, visitors were instead guided to discover the building’s walls and its nineteenth-century secrets. The real narrative shift, however, came through the use of digital technology: thanks to the work of Sotterranei di Roma, an unprecedented 3D projection came to life on the museum’s screens, designed to virtually explore the mysterious and ancient underground environments located in the basement, usually invisible to the public eye. From sunset, painting gave way to sonic vibrations in the Sala de Chirico. At 6:30 PM, the duo composed of Fabrizio Corso and Furio Valitutti kicked off the evening celebrations with the bass and guitar project “Singing landscapes”. Immediately after, the atmosphere turned cinematic thanks to Sergio Colicchio and Alessio Mancini, who reinterpreted the most famous soundtracks in cinema history in an intimate arrangement for piano and flute. A Hundred Masterly Gazes in the Temple of the Contemporary Beyond the

Festival del Fundraising 2026: il coraggio di scegliere da che parte stare. Riccione saluta la 19ª edizione

Festival del Fundraising 2026: il coraggio di scegliere da che parte stare. Riccione saluta la 19ª edizione Si è conclusa oggi al Palacongressi di Riccione la 19ª edizione del Festival del Fundraising, tre giornate che hanno riunito migliaia di professionisti del Terzo Settore provenienti da tutta Italia e dall’estero in un contesto vibrante, ricco di sessioni formative e confronti. L’ultima giornata ha dato spazio alla crescita professionale, alla celebrazione dei talenti del fundraising italiano e a una chiusura che ha mescolato riflessione e leggerezza. Una mattinata di sessioni Tra gli interventi della mattinata, Luisa Bruzzolo (Direttrice Generale di LILT Milano) ha affrontato il rapporto tra fundraiser e Board of Directors, rovesciando la prospettiva più comune: il problema non è che il board non raccoglie fondi, ma che spesso nessuno gli ha mai spiegato che il fundraising fa parte del suo ruolo. Riccardo Scandellari ha invece dedicato la sua sessione al posizionamento personale del fundraiser come atto etico e strategico, spiegando il donatore non scelga solo una causa, ma chi la rappresenta e quanto è credibile nel tempo. La plenaria ha portato sul palco lo scrittore Cristiano Cavina, intervistato dalla scrittrice Eleonora Mazzoni, in un dialogo sul coraggio nelle sue forme più umane e meno retoriche: quello di attraversare eventi drammatici senza perdere umanità, raccontando la propria fragilità senza nasconderla. Italian Fundraising Award 2026: Alessandra Piccioni e Alessandra Porrini le vincitrici Tra i momenti più attesi della giornata c’è stata la cerimonia dell’Italian Fundraising Award. Il premio Fundraiser dell’Anno 2026 è andato ad Alessandra Piccioni, con oltre vent’anni di esperienza nel nonprofit, oggi responsabile della raccolta fondi individui e innovazione presso l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua Fondazione, relatrice al Festival in cinque edizioni e co-autrice del volume “Fare Fundraising”. Il premio Fundraiser dell’Anno Young 2026 è andato ad Alessandra Porrini, Partnership Development Executive presso Fondazione Dynamo Camp e Community Leader e Speaker’s Coach del Festival del Fundraising dal 2022. Le due vincitrici entrano nell’Albo d’Oro dell’Italian Fundraising Award. Nel corso della mattinata si è svolta anche la cerimonia di consegna dei diplomi agli studenti del Master in Fundraising di Forlì, presieduta dal fondatore del Festival Valerio Melandri. La chiusura con Paolo Cevoli e la Banda 21 Rulli A chiudere il Festival è stato Paolo Cevoli, comico e attore romagnolo, con un intervento che ha mescolato ironia e riflessione sul senso del lavoro e delle relazioni. Partendo dalla sua esperienza di figlio della Riviera, cresciuto nella pensione di famiglia, Cevoli ha tracciato un filo tra il mestiere del cameriere e quello del fundraiser: entrambi lavorano per rendere felici gli altri, mettendo in connessione chi ha qualcosa da dare e chi ha qualcosa da ricevere. La Banda 21 Rulli, prima band musicale inclusiva della Romagna nata dalla collaborazione tra la cooperativa sociale Cuore21 di Riccione e la Banda Rulli Frulli di Finale Emilia, ha animato il pubblico in sala e ha chiuso la giornata con una interpretazione di “Romagna Mia” che ha coinvolto l’intera platea. La 19ª edizione si chiude confermando Riccione come punto di riferimento annuale per chi lavora nella raccolta fondi e nella sostenibilità del nonprofit. Migliaia di professionisti da tutta Italia e dall’estero si sono ritrovati per formarsi e confrontarsi. Appuntamento alla 20ª edizione: 14, 15 e 16 giugno 2027.

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